Autovelox ai semafori, sequestrati anche in provincia di Varese
La decisione presa dalla magistratura veronese che indaga presunte manomissioni dei tempi semaforici
I contestatissimi T-Red, i dispositivi per la rilevazione della velocità e del passaggio con il verde, piazzati in molti comuni italiani (e 13 varesini) in un totale di una ventina di province in Italia, sono stati rimossi con un provvedimento della magistratura di Verona. Il giudice delle indagini preliminari del tribunale veronese ha disposto infatti il sequestro preventivo di tutti i dispositivi già caduti tra le maglie anche delle indagini della Procura di Milano.
I T- Red in provincia di Varese sequestrati sono in sei comuni, contrariamente a quanto diffuso con una prima lista che ne prevedeva 13: certamente sequestrati sono i T-Red di Malgesso e Travedona Monate, entrambi “piazzati” ai semafori della Besozzo Vergiate.
Certamente non sequestrati invece quelli di Ferno e Lonate Pozzolo, visto che allo scadere del contratto nel luglio del 2008 il comune non ha rinnovato l’accordo e gli apparecchi sono stati fisicamente smontati.
I comuni di Barasso, Bardello, Biandronno, Bregano e Luvinate sono stati coinvolti solo per competenza territoriale della Polizia locale di Malgesso, che è in realtà un consorzio – il consorzio di Polizia Nord Ovest – che serve tutti questi comuni, uno solo dei quali, Malgesso appunto, possedeva i T-Red “incriminati”.
Tra i comuni varesini visitati dai militari che eseguivano l’ordinanza, dovrebbero esserci infine, anche se non abbiamo conferme dirette, anche Arcisate, Casorate Sempione, Cislago e Comabbio.
Il sequestro è stato disposto dopo la scoperta di alcuni particolari che metterebbero in discussione l’effettiva omologazione dei T-Red: non solo, quindi, un loro uso improrprio e una scorretta taratura dei tempi semaforici, che “aiutino” l’erogazione di multe, ma la sua stessa regolarità come apparecchiatura. La clamorosa svolta dell’indagine, scattata oltre un anno fa partendo da presunte manomissioni dei tempi semaforici fatte per incrementare il numero dei multati, è arrivata dopo la “visita” fatta dalla polizia giudiziaria nel settembre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Roma, per prendere copia di tutta la documentazione presentata per ottenere l’omologazione dei T-Red. Risultato: oltre alla Citiesse di Rovellasca (Co), la società di Raoul Cairoli concessionaria dei T-Red indagata a Milano per turbativa d’asta, le indagini si sono spostate verso la Kria srl di Desio (Mi), cioè l’azienda produttrice dei semafori sotto accusa. Nel registro degli indagati, con l’accusa di frode nelle pubbliche forniture e di truffa è finito infatti tra gli altri l’amministratore unico della Kria, l’ingegner Stefano Arrighetti.
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