L’integrazione comincia dalla scuola e dal sacco della spazzatura

Due interessanti pubblicazioni dell'Anolf in tema di immigrazione: una dedicata alla mediazione culturale, l'altra alla convivenza civile e al rispetto per l'ambiente

Due pubblicazioni interessanti e molto utili. È questa la proposta che l’Anolf Cisl (Associazione nazionale oltre le frontiere), associazione che si occupa di immigrazione, fa trovare sotto l’albero di Natale. Si tratta della pubblicazione degli atti del convegno “La mondializzazione interroga la scuola. Quale la mediazione culturale”, patrocinata dalla Regione Lombardia e dal ministero della Pubblica istruzione. «Nelle scuole della nostra provincia, come in tutta Italia – spiegano i responsabili dell’Anolf Cisl. Martine Illgen e Marinela Cozma – la presenza degli studenti stranieri è una componente strutturale e garantire la loro piena integrazione e il loro profitto scolastico è un compito fondamentale della scuola».
(foto, da sinistra: Paolo Santarone, Sergio Moia, segretario della Cisl, Martine Illgen e Marinela Cozma, co-presidenti dell’Anolf Cisl)

Per usare una bella espressione  di Rossella di Maggio, responsabile dell’ufficio Intercultura dello Usp (Ufficio scolastico provinciale) «l’Intercultura è una risorsa per la scuola che cambia». In apertura del suo intervento la Di Maggio, che cita anche una bellissima poesia di Jacques Prevert  (“Una lauta colazione”), afferma che «l’interazione tra le culture è un dato di fatto entro il quale la ragione deve prevalere sul caso. Ragione che, in linguaggio pedagogico, significa mediazione e fiducia nelle possibilità che ciascuno possa imparare a conoscere il mondo dell’altro, a comprenderne i punti di vista e modi di essere differenti».

Interessante l’esperienza del progetto Paiss, nato all’interno dell’Usp,  presentato da Giovanni Resteghini e ancora punto di riferimento per le scuole che operano con allievi stranieri. Si tratta di un progetto che parte dal concetto di rete e dal modello inclusivo (e non segregazionista) che ha caratterizzato la scuola italiana fino ad oggi: il problema non poteva essere risolto dalle singole scuole, ma dalle singole scuole doveva partire. «Prima è stata individuata  – spiega Resteghini – una rete di collaborazione interna alla scuola. Ciascun istituto si è dotato di una commissione accoglienza e ha individuato un responsabile per l’intercultura che coordina le attività e mantiene i rapporti con la rete e con il Paiss. Poi  si è passati alla preparazione sistematica dei referenti di istituto e alla realizzazione del Kit Paiss, una raccolta di testi originali su tutta la tematica inerente all’accoglienza di allievi neoarrivati, distribuito in tutte le scuole». Il Paiss, sulla scorta della sua grande esperienza, oltre al ruolo di coordinamento dà consulenze alle scuole, ai docenti, ai dirigenti, agli studenti e alle loro famiglie, a enti pubblici e privati. La pubblicazione contiene anche i contributi di Daniel Yapo Yapi, portavoce del movimento Ubuntu, Paola Prestinoni, responsabile scuola dell’Anolf, Marinela Cozma copresidente dell’Anolf, Antonella Leoncini Bartoli, docente dell’università degli Studi di Milano e DanielaTam Baj preside del Liceo Classico Cairoli di Varese.

La seconda pubblicazione dell’Anolf è “Vivere insieme i principi e i valori”. Qui sono spiegati i principi della costituzione italiana, i rapporti con l’Europa e, soprattutto, la carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione. Uno strumento chiaro, semplice e utilissimo per gli stranieri (e anche per gli italiani) che l’Anolf ha provveduto a tradurre in più lingue (francese, spagnolo, arabo, ucraino, rumeno, inglese e cinese). Allegata a questa pubblicazione c’è anche il libricino “La convivenza civile e il rispetto per l’ambiente”. Queste pubblicazioni sono state distribuite nelle scuole, nelle varie comunità degli immigrati, nei luoghi e nelle istituzioni frequentati da stranieri. L’Anolf è disponibile a fare delle ristampe e fornirle ai comuni che ne facessero richiesta.

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Pubblicato il 15 Dicembre 2008
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