Impronte digitali ai minori, il Prc critica il sindaco Moratti

L'idea del ministro Maroni è stata avallata dal sindaco di Milano ma Rifondazione Comunista non ci sta

Riceviamo e pubblichiamo la posizione del Partito della Rifondazione comunista in merito alla proposta di estendere le impronte digitali anche ai minorenni di altre nazionalità, a partire dai Rom.

Prendere le impronte digitali è da sempre e dovunque considerato l’atto di schedatura più stringente attuato dalla polizia. L’umiliazione del sospetto, un macchia, se non un marchio d’infamia, per chi lo subisce.

Ora si vuole applicare questa pratica ai bambini. Non a tutti, solo a quelli di determinate nazionalità. Si comincia naturalmente dai piccoli Rom, che non hanno ambasciatori, eserciti, camere di commercio e diritti sull’Expo 2015 da far valere.

La signora Moratti, maestra di carità moderne e industriose già immortalate (sembra ieri) da Charles Dickens, ha salutato la raccapricciante proposta del ministro Maroni come un contributo alla tutela dei bambini.

Niente di strano secondo il segretario regionale del Prc Lombardia Alfio Nicotra: «La signora sindaco più famosa d’Italia ha già dimostrato quanto ama i bambini quando il comune di Milano stabilì la non ammissibilità dei figli degli stranieri irregolari nelle strutture civiche, contro la convenzione internazionale sui diritti dei bambini. Quel provvedimento fu poi bloccato dall’intervento del ministro Fioroni e della magistratura, ma come si vede la forza dell’amore di Lady Moratti per l’infanzia è davvero inarrestabile».

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Pubblicato il 26 Giugno 2008
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