Serata “marziana” in Villa Truffini
Nuova conferenza del Grupo astrnomico tradatese lunedì 19 Maggio in attesa della discesa della sonda Phoenix che dovrà cercare acqua sul “pianeta rosso”
Poco prima della mezzanotte di domenica 25 Maggio scenderà nei pressi del polo Nord di Marte la sonda PHOENIX, equipaggiata per cercare tracce di acqua e di carbonio organico nel gelido terreno circostante. Con PHOENIX la NASA (ma sarebbe meglio dire l’ Umanità intera, perché la scienza è l’unica attività umana davvero senza confini) riprende la ricerca della vita su Marte 30 anni dopo i controversi risultati delle missioni Viking. Inevitabile che il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese, abbia deciso di riservare alla missione PHOENIX un trattamento davvero speciale. Questo è il senso della serata di lunedì 19 Maggio ’08, h21 (Villa Truffini) quando Cesare Guaita, presidente del GAT terrà una conferenza molto attesa sul tema: PHOENIX ALLA RICERCA DI VITA SU MARTE. ll dott. Guaita ci spiega: “PHOENIX, come in fondo dice il nome, è una missione nata dalle ‘ceneri’ della sonda Mars Polar Lander, che si perse senza lasciar tracce il 3 Dicembre 1999 . Verrà fatta scendere non lontano dal Polo Nord di Marte, su un terreno ritenuto particolarmente ricco di ghiaccio, quindi adatto per accogliere semplici forme di vita. Questo fatto è certamente molto positivo ma porta anche serissimi rischi: infatti, in conseguenza dell’incipiente estate marziana il ghiaccio si sta sciogliendo lasciando sul terreno enormi crepacci: e se PHOENIX capita in uno di questi crepacci è finita…”. Ma data l’enorme importanza della missione, il rischio è più che accettabile. Su problema della ricerca della vita sul Marte Cesare Guaita è davvero un grande esperto (esemplare è il 6° capitolo dedicato alla vita su Marte del suo recente volume su La ricerca della vita nel Sistema Solare) e spiega: “ Negli anni 70 le sonde Viking forse scoprirono già la vita su Marte, ma non poterono fornire prove assolute”. Si spieghi meglio:” In sostanza, in uno degli esperimenti dei Viking, il terreno marziano, irrorato da una apposita soluzione nutritiva, emise anidride carbonica ed Ossigeno, come se fossero presenti microrganismi. Purtroppo però la ricerca diretta di Carbonio (l’elemento fondamentale per la vita) nelle sabbie marziane, diede risultato nullo, forse perché lo strumento utilizzato (uno spettrometro di massa tipo anni 70) NON aveva la sensibilità necessaria”. Con PHOENIX invece le cose cambieranno? “Sì, cambieranno totalmente perché il senso di questa missione è proprio quello di CAPIRE SE C’E’ O NON CARBONIO ORGANICO nel terreno marziano: questo compito è affidato ad una complessa strumentazione denominata TEGA, che ha una sensibilità un milione di volte superiore a quella dei Viking”. E quando avremo la sentenza? “Decisamente presto: il laboratorio biochimico di PHOENIX ha infatti una autonomia di tre mesi, quindi entro l’ autunno sapremo se ci sono forme di vita nel terreno di atterraggio. Ovviamente, come GAT, seguiremo in ogni momento le complesse analisi chimiche, pronti come sempre a darne una nostra interpretazione tecnico-scientifica ed a presentarle al pubblico non appena saranno disponibili i risultati”.
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