Banchetto sgomberato, scoppia la polemica
Gli ambientalisti raccoglievano firme sul progetto di "variante 336". La autorizzazione rilasciata dal Comune è stata revocata dopo le proteste di esponenti del PdL
Incompatibilità dell’attività con le consultazioni elettorali. Questa la motivazione che ha portato alla revoca della autorizzazione di un gazebo informativo del Comitato Salvaguardia della Città, che ieri mattina stava raccogliendo firme per una proposta relativa al progetto “Sky City”.
Domenica mattina gli ambientalisti hanno installato presso il centro commerciale di Madonna in Campagna un gazebo per la raccolta di firme sulle osservazioni da presentare entro fine aprile sul progetto "Sky City", già "Business Park". «Gazebo autorizzato dalle autorità competenti il 4 aprile scorso» puntualizza Valerio Lavazza, portavoce del Comitato. La raccolta di firme, però, non va giù ad alcuni esponenti del PdL, che considerano l’iniziativa una rottura illegittima del silenzio elettorale e allertano polizia locale e autorità di pubblica sicurezza, oltre al vicesindaco Paolo Caravati e al segretario generale del Comune Filippo Ciminelli. Giunti sul luogo, gli agenti della Questura hanno confermato la validità delle autorizzazioni in mano agli ambientalistii, mentre il comandante della polizia locale Giuseppe Alessi ha deciso la revoca dell’autorizzazione rilasciata dieci giorni fa, per «incompatibilità tra attività poste in essere sul suolo pubblico […] e le concomitanti operazioni elettorali». Formula generica, effetti chiari: gli esponenti del Comitato hanno dovuto rinunciare alla raccolta di firme e alle iniziative informative sul progetto della variante 336.
«Il motivo della nostra presenza era fare informazione ai cittadini del rione di Madonna in Campagna – spiega Valerio Lavazza del Comitato -, non c’era nessuna manifestazione di tipo politico. Facevamo solo informazione sui problemi che saranno creati dalla variante al PRG meglio nota come Business Park». I rappresentanti ambientalisti sottolineano poi come «al momento del rilascio delle autorizzazioni tutto era regolare» e che il comitato «nello svolgimento delle sue attività e con la sua presenza non ha creato il benchè minimo problema di ordine pubblico. Lo stesso è stato constatato sia dalla Polizia Locale che dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza intervenuti sul luogo».
ACLI, Legambiente e Comitato Salvaguardia della Città rimandano dunque i cittadini del rione (il più interessato dalla variante urbanistica) all’incontro informativo organizzato per mercoledì 16 Aprile presso il centro parrocchiale Paolo VI, in via Pio La Torre.
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