Una bella carrozzeria, si può considerare un’opera d’arte?
Il Convegno al Museo Bertoni ha cercato di rispondere alla domanda con gli illustri relatori
“Una carrozzeria, una bella carrozzeria, si può considerare un’opera d’arte?” con questa domanda provocatoria di Adolfo Orsi si è aperta sabato 23 febbraio la prima tavola rotonda dedicata interamente a Flaminio Bertoni organizzata dal Museo Flaminio Bertoni di Varese dal titolo “Auto di ieri nel mito di oggi. Flaminio Bertoni scultore Citroen”. Una domanda che viene naturale di fronte alle splendide creazioni del designer italiano che ancora oggi, a oltre a settant’anni di distanza (Traction Avant 1933) fanno parlare di sé. Gli autorevoli relatori che sono intervenuti hanno dato ciascuno un contributo importante all’approfondimento della figura, poliedrica e creativa, di Flaminio Bertoni.
Erika La Rosa, responsabile scientifico del Museo Bertoni ha aperto il convegno con una introduzione sulla produzione artistica del designer, meno conosciuta ma altrettanto significativa e una interessante ed inedita presentazione di brevetti conservati in documenti originali nell’archivio del museo.
«L’automobile è il prodotto finale dello sforzo dei tanti uomini che lavorano in un certo momento in quella determinata azienda. Queste sono le storie da approfondire e dietro le automobili si scoprono personaggi affascinanti» secondo il moderatore del Convegno Adolfo Orsi, che ha introdotto così il puntale intervento di Olivier De Serres, storico della Citroen e autore di opere di riferimenti sui modelli disegnati da Flaminio Bertoni. La sua relazione si è concentrata sulle novità che il disegno di Bertoni ha apportato alle linee delle automobili riconoscendo senza ombra di dubbio come capolavoro assoluto la DS, disegnata da Bertoni nel 1955, che con le sue linee avveniristiche e la linea affusolata rimane una delle auto mitiche del secolo scorso.
Il lavoro di Flaminio Bertoni è ancora più apprezzabile se si colloca nel contesto culturale del tempo come ha ben spiegato Valerio Moretti, uno dei più importanti studiosi di design e di storia dell’automobile.
Sentito e appassionato l’intervento di Donato Coco, stilista alla Citroen per 22 anni ed attuale Direttore dello Stile alla Ferrari, che ha ricordato quanto le auto disegnate dal designer varesino abbiamo avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione «è lui che mi ha dato mi ha dato le mie prime emozioni dell’oggetto automobile: un assemblaggio di forme e di movimento. L’opera e la personalità di un uomo è sempre influenzata, ispirata, da altri che lo hanno preceduto e per fortuna da sempre certi uomini ispirano altri uomini».
Emozionato il figlio Leonardo Bertoni ha chiuso la giornata con un ringraziamento sentito a tutti i partecipanti e al numeroso pubblico che ha assistito al convegno, ripagando il suo sforzo svolto in questi anni per il riconoscimento di Flaminio Bertoni.
Gli inteventi del convegno saranno raccolti ed editi nella pubblicazione degli atti che sarà disponibile in Museo.
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