Aggredisce una dipendente e poi decolla per la Grecia

È successo al terminal 1 dello scalo della brughiera. Un passeggero ha ferito al lobo dell'orecchio una lavoratrice di Sea

Torna la paura tra i dipendenti dei banchi check-in di Malpensa. Dopo le numerose aggressioni registrate nell’estate 2006, un altro episodio di violenza sabato 2 febbraio. La notizia ha fatto fatica a circolare per la mancanza di conferme, ma adesso c’è la certezza: una dipendente del banco accettazione è stata prima insultata e poi malmenata da un passeggero greco. I fatti sono stati ricostruiti dai delegati della Fit Cisl, sindacato al quale la dipendente è iscritta: l’uomo è arrivato al banco check-in del terminal 1 con 10 passaporti, la lavoratrice gli ha fatto notare che non era possibile soddisfare la richiesta di avere subito i biglietti senza i passeggeri fisicamente presenti per motivi di sicurezza, lui si è alterato probabilmente perchè non era il primo diniego incassato e ha cominciato ad urlare ed inveire contro la donna. Non si è però limitato alle parole, ma è passato ai fatti. Prima ha saltato il banco del check-in, poi ha preso per il collo e per i capelli la dipendente di Sea e impigliandosi con l’orologio o con un braccialetto ha strappato l’orecchino alla donna, provocandole un brutto taglio al lobo dell’orecchio. La lavoratrice, una quarantenne di Busto Arsizio, è stata portata sotto choc in ospedale a Gallarate, dove è stata suturata all’orecchio: sette i punti cuciti, quindici i giorni di prognosi. L’uomo è stato fermato e identificato dalla Polaria di Malpensa e la donna ha sporto denuncia per aggressione: il cittadino greco è però ripartito in serata, dato che la prognosi minima per impedire la partenza di passeggeri in caso di episodi simili è 20 giorni. 

Tra i lavoratori è subito circolato un volantino che denunciava il fatto, con accuse alla società di gestione aeroportuale: «Perché nell’azienda in cui lavoriamo abbiamo tutti la sensazione che la nostra incolumità fisica non sia tutelata – recita il volantino -? Non volgiamo fare polemica, ma vogliamo dare uno spunto per riflettere perché questo episodio, che non è il primo, non rimanga conosciuto solo ai pochi che conoscono la donna aggredita, soprattutto in questi giorni in cui si parla continuamente di mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro». Un altro affondo arriva dalla Fta-Cisal: «Sea è sempre latitante – si legge in una nota diffusa dal segretario regionale Giuseppe Criseo -. Chi lavora a Malpensa ha già abbastanza problemi con lo stress per i turni, per i contratti, per gli orari impossibili, per l’impatto negativo anche sui rapporti familiari e sociali. La soluzione più ovvia è mettere una vetrata antisfondamento, anche se ci rendiamo conto che il creare una barriera è di scarso impatto estetico: la sicurezza dei lavoratori/lavoratrici viene prima di tutto. Le regole aeroportuali vanno fatte rispettare da Sea con l’ausilio degli enti preposti alla sicurezza. Chiediamo che il personale aggredito non sia lasciato solo a gestire problemi determinati da regole che non può trasgredire. Chiediamo con forza che Sea si attivi per tutelare concretamente i lavoratori denunciando gli aggressori e metta a disposizione i propri legali». Sea, dopo gli episodi della scorsa estate, ha attivato una procedura d’emergenza che consente ai lavoratori di chiamare in caso di pericolo le guardie e poi la Polizia.  

«Non è giusto che siano i lavoratori a pagare i problemi dell’aeroporto – commenta Dario Grilanda, segretario territoriale della Fit Cisl -. Le aggressioni verbali sono all’ordine del giorno, il problema è noto e nell’ultimo periodo si è aggravato. Ci sono dipendenti che hanno preso libri in faccia, altri ai quali è stato scagliato addosso un pc. La nostra iscritta è stata lasciata sola e non aiutata: l’hanno accompagnata in ospedale, ma ha dovuto fare tutto da sola. È una situazione pesante e tanti episodi non si vengono nemmeno a sapere. Siamo sconcertati perché l’aggressore poi è partito come se nulla fosse successo: vanno riviste le procedure in casi simili». 

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Pubblicato il 04 Febbraio 2008
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