«Necessaria l’apertura di uno sportello immigrati»

La lista civica “Insieme per Gerenzano” precisa la propria posizione dopo la decisione dell’amministrazione di stringere i controlli sugli affitti agli stranieri

riceviamo e pubblichiamo

La vicesindaco Pierangela Vanzulli, dalle colonne dei giornali, ha ironizzato sulle nostre critiche all’atteggiamento dell’amministrazione leghista di Gerenzano di fronte alla questione immigrati, chiedendoci di formulare proposte concrete per affrontarla. Vogliamo raccogliere la sfida e avanzare qualche suggerimento che invitiamo la Lega a mettere in atto.

In primo luogo sarebbe necessaria l’apertura di uno sportello immigrati, per cercare di conoscere meglio quelli che si avviano a diventare a tutti gli effetti dei nuovi italiani, le loro difficoltà e le loro esigenze. In tutti questi anni la Lega ha semplicemente ignorato gli immigrati, o li ha considerati un problema di ordine pubblico; per questo riteniamo che sia responsabile della lentezza dei processi di integrazione qui a Gerenzano.

In secondo luogo sarebbe opportuno promuovere e realizzare corsi di lingua italiana a beneficio degli immigrati adulti, in particolare delle donne, che possono diventare il principale veicolo dell’integrazione degli stranieri.

Dato poi che una casa decorosa può essere considerata la base indispensabile per una vita dignitosa e per un corretto approccio alla convivenza civile, occorrerebbe avviare progetti per consentire agli immigrati – come pure agli italiani meno abbienti – di avere accesso più facilmente a mutui e ad abitazioni in affitto.

Naturalmente non ignoriamo il problema sicurezza; ma per garantire ai cittadini una sicurezza effettiva ed effettuare realmente tutti i controlli previsti dalla legge italiana è indispensabile prima di tutto aumentare il numero di uomini delle forze dell’ordine presenti sul territorio.

Il “giro di vite” che la Lega ha promesso consiste invece, più modestamente, in controlli sui contratti di affitto che dovrebbero essere di routine, ma che stranamente fino ad ora nessuno ha compiuto. Per di più, il fatto di presentare controlli ordinari come una specifica norma anti-immigrati (indicando questi ultimi come un nemico da cui guardarsi) tradisce lo spirito xenofobo di chi amministra il comune.

Qualche parola meritano poi le dichiarazioni della signora Vanzulli secondo cui norme oltranzisticamente antiabortiste risolverebbero il problema immigrazione, perché l’aumento della popolazione italiana conseguente consentirebbe alle nostre aziende di trovare la manodopera di cui hanno bisogno senza ricorrere agli immigrati.

Il problema dell’aborto è delicato e crediamo che non andrebbe trattato con una tale spensierata leggerezza. C’è da chiedersi che idea dell’essere umano abbia la signora Vanzulli, e di quale sensibilità si sostanzi il suo sbandierato cattolicesimo, se riduce la controversa questione filosofica del momento in cui ha origine la vita a un problema di forza lavoro da procurare alle aziende.

Insomma quella della nostra vicesindaco non è una provocazione, come la signora Vanzulli vorrebbe; è solo una sciocchezza.

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Pubblicato il 29 Gennaio 2008
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