«Modificare la lapide del Municipio non vuol dire cancellarla»

Il presidente del consiglio comunale Fabio Tonazzo risponde alle critiche della sinistra sul rifacimento della lastra di marmo realizzata in memoria dei partigiani caduti a Rescaldina

«La lapide del Municipio deve essere riscritta per essere aggiornata con i tempi che sono cambiati». A rispondere alla richiesta della sinistra tradatese di non “cancellare” la lapide realizzata nel ’75 per ricordare i partigiani di Rescaldina deceduti durante la seconda guerra mondiale, è il presidente del consiglio comunale, Fabio Tonazzo (Lega Nord): «Fare un’altra lapide on vuol dire cancellarla – spiega il leghista -. In questi decenni ci sono stati eventi importanti e, senza stravolgere il contenuto, si può benissimo aggiornare quella lapide».
«Ci sono stati tre grandi temi che vanno affrontati – aggiunge il presidente del consiglio comunale -: su tutti la questione dell’unità europea, poi un messaggio più legato alla città, e poi anche richiamare i valori anche in vista della stesura del nuovo statuto di Tradate. Insomma, si tratta di rendere quella lapide più nostra, più tradatese, naturalmente senza dimenticare o tralasciare quell’antifascismo che sentiamo anche nostro».

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Pubblicato il 28 Gennaio 2008
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