Monti: “Su Malpensa non scenderemo mai a patti”

La lettera scritta dal consigliere comunale e provinciale del Carroccio rivolta a tutti gli amministratori locali

Di seguito una lettera rivolta a tutti gli amministratori locali nella quale il consigliere comunale e provinciale Emanuele Monti (Lega Nord) esprime la propria opinione circa la situazione “Malpensa”.

 

Gli effetti sull’economia e sulla comunità della Provincia di Varese si prospettano gravissimi. Il taglio del 60% dei voli Alitalia previsti dal piano Prato, gradito ad Air France-Klm, porterà ad una diminuzione di 1 milione di passeggeri e 8.000 esuberi del personale dipendente.

E’ impensabile che il Governo di roma decida di compromettere gli interessi dei 17 milioni di utenti e del milione e 600 mila imprese che hanno come punto di riferimento Malpensa per salvare Alitalia, società da anni sull’orlo del fallimento. L’elemento di maggior ambiguità è chiaramente la dimenticanza di quei 90.000 lavoratori suddivisi tra Milano, Novara e Varese che sono impiegati nell’indotto di Malpensa. Al contempo leggiamo sui giornali le deliranti affermazioni del Presidente di Air France Spinetta per cui è Malpensa la causa dei mali di Alitalia. Ci devono spiegare come può essere Malpensa la causa principale delle perdite di Alitalia: si tratta infatti di un aeroporto  che serve il terzo bacino per numero di utenti d’Europa, efficiente (il rapporto bagagli disguidati è stato nel 2007 di 37/1000 contro i 170/1000 di Fiumicino), puntuale (Malpensa è stato il terzo hub europeo per puntualità nel 2006 e primo nel primo semestre 2007), con tariffe aeroportuali competitive (la tariffa per passeggero a Malpensa è di 18,59 euro mentre a Parigi è di 75,76 euro) e in grado di garantire aerei pieni mediamente al 74,22% e all’84% per i voli intercontinentali.

 

Prima di ogni ragionamento si deve partire da un punto imprescindibile e fondamentale: Malpensa non si tocca, anzi se possibile si aiuta a crescere e potenziarsi. E’ incredibile pensare ad uno Stato che al posto di investire pesantemente in quella parte del suo territorio che fa da motore all’intera economia nazionale, si ritrae e cerca in ogni modo di affossare le realtà più importanti per lo sviluppo e la crescita del nord e dello stato stesso. Sentire parole di certi ministri che parlano di surreale situazione dove 3 aeroporti distano 50 km tra loro fa pensare che a roma non si sappia nemmeno come è fatto quel sistema industriale tra i più competitivi del mondo senza il quale l’Italia sarebbe  al pari dei paesi nord-Africani.

Credo che in qualità di rappresentanti del territorio dove ha sede Malpensa, rappresentanti degli 850.000 cittadini della Provincia di Varese, Noi amministratori locali, abbiamo il diritto di alzare la voce, perché non ne possiamo più dei giochi sott’acqua fatti a Roma o forse a Parigi dove nella spartizione di interessi , Noi e la nostra gente veniamo come sempre presi a pesci in faccia. Il popolo che rappresentiamo è stanco di continuare a reggere l’economia dello stato italiano gestita come Alitalia, dove ci sono tra le rotte più redditizie ma poi ci si ritrova in perdita poiché esistono costi di altra natura, di convenienza politica, di assunzioni a Roma o in regioni del meridione, per tenersi buone lobby e gruppi d’interesse e pressione. Aziende gestite come contenitori politici che prima o poi chiaramente scoppiano. Ma noi non vogliamo pagare anche la fattura salata dei nuovi politici romani e della nuova società capo di Alitalia. Una fattura che penalizza in modo irreversibile il nostro territorio.

 

Ora, non siamo certo Noi a dover proporre piani di risanamento e di sviluppo; ma è chiaro che se questa decisione venisse intrapresa, il governo di roma dovrà tenere presente che la gente dei nostri territori, che ha sempre dato prova di laboriosità ed efficienza ,farà in modo di ricreare un futuro per Malpensa. E roma dovrà ascoltare, e se non vorrà farlo dovrà iniziare ad imparare perché qui non si scherza. La gente ha imparato a capire come certi politici sfruttano lo stato per i propri comodi ed ora è arrivato il momento di dire basta e aprire una nuova era ed un nuovo periodo.

Noi amministratori non ci stiamo e non scenderemo a patti né ora né mai.

 

Emanuele Monti, consigliere provinciale della Lega Nord

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Pubblicato il 21 Gennaio 2008
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