Grande partecipazione al Teatro per il concerto Gospel
Soddisfazione degli organizzatori per il successo dell’iniziativa natalizia che ha visto protagonisti 60 coristi
riceviamo e pubblichiamo
Un appuntamento indimenticabile doveva essere e così è stato. Le premesse per un concerto unico nel suo genere c’erano tutte: un coro da 60 elementi, una band con 6 musicisti (pianoforte, tastiere, chitarra, basso, batteria, percussioni), due ballerini, un direttore e una direttrice d’orchestra più che qualificati, un curriculum di tutto rispetto, a cui aggiungiamo luci colorate, abiti blu e bianchi, stelle sul fondale e l’atmosfera del Natale. Gli uboldesi l’hanno capito e ieri pomeriggio hanno riempito la sala del Teatro San Pio, ma non erano i soli, c’erano anche saronnesi, gerenzanesi e altre persone dei paesi limitrofi.
Due ore di concerto senza intervallo con il "Free Voices Gospel Choir", arrivato appositamente da Beinasco (TO), attraverso una scaletta che spaziava dai cosiddetti "Traditional" (Amazing Grace, Down by the riverside) fino a composizioni recentissime e di forte impatto ritmico (You are good, Faith, Totale Praise).
Ma il coro di Beinasco oltre che con le proprie capacità canore e musicali, ha conquistato tutto il pubblico grazie alla propria simpatia e voglia di coinvolgere, infatti non sono mancati momenti con la luce in sala accesa e la gente presente chiamata a partecipare, prima scrivendo una magica lettera a Babbo Natale e poi cantando "Oh when the Saints go marchin’ in".
Per il Free Voices la musica, le voci, la danza, persino gli abiti e le luci, sono strumenti per il raggiungimento di un unico obiettivo: trasmettere l’emozione di "fare Gospel", sentito come canto di gioia che vive nella continua sinergia tra coro, musicisti e platea, per un unico emozionante spettacolo in cui nessuno è spettatore. Ieri sono davvero riusciti a trasmettere quell’emozione che entra da un canale a noi sconosciuto e si deposita in fondo al cuore, all’anima e lì resta per lungo tempo, forse anche perché il Gospel non è solo canto, ma è soprattutto preghiera e allora possiamo affermare che ieri pomeriggio al teatro San Pio di Uboldo, per due ore ininterrottamente, quasi 400 persone hanno pregato con i "Free Voices", in italiano "Voci Libere", un nome che richiama alle radici del Gospel, nato come canto di gioia e di liberazione dalle catene della schiavitù.
Alla fine non poteva mancare il bis con il brano considerato forse il simbolo di questo genere, "Oh happy day": tutto il pubblico in piedi, minuti e minuti di applausi, standing ovation per il "Free Voices Gospel Choir", per i direttori Luca Cricenti e Laura Robuschi, per i musicisti, i tecnici, ma anche per i volontari che gestiscono la Sala della Comunità.
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