Aspem: “Aumenti di stipendio ai consiglieri, tutto regolare”
Il presidente Malnati e il consigliere Mancini intervengono sulle polemiche legate ai compensi pubblici
Accusati di essersi aumentati gli stipendi, gli amministratori di Aspem rispondono che è tutto regolare. Lo affermano Enrico Malnati, presidente di Aspem spa e il consigliere delegato Gianmarco Mancini. Aspem ha solo due figure dirigenziali, spiegano i due manager, “così si è trasferita parte delle responsabilità delle direttive e delle incombenze istituzionalmente previste in capo ai tre consiglieri delegati, competenti e con requisiti richiesti”. Il passaggio si riferisce a Malnati, al vicepresidente Castagna e allo stesso Mancini.
Ognuno di questi, con una delibera del settembre 2005, ha avuto un ritocco di stipendio. Ed è lo stesso Malnati a spiegare perché: “Io ho avuto la delega a occuparmi della promozione presso i comuni e considerando che abbiamo acquisito 14 nuovi comuni direi che il lavoro è stato fatto bene; al vicepresidente Castagna, che è un commercialista, è stata assegnata la delega agli indirizzi di bilancio e attività amministrative, mentre all’avvocato Mancini è stata data la delega all’audit relativo al codice etico e agli affari legali e societari”.
Secondo Mancini“la nostra è stata una scelta e come tale va rispettata”; il consigliere delegato sottolinea anche che quell’aumento giustifica competenze professionali scelte all’interno dell’azienda, senza attivare consulenze. Resta il fatto che l’aumento di stipendio c’è stato, un aumento a cui il presidente Malnati ha però rinunciato nel 2007, ma che ha scatenato comunque una polemica sull’uso dei soldi pubblici.
I vertici Aspem rispondono dicendo che l’azienda va bene e ha i conti in ordine. Chi volesse spulciare le carte, dicono, può andare a guardarsi il registro delle imprese, e i soci sono al corrente di quello che succede. Ma soprattutto, i vertici di Aspem sostengono di essere sotto attacco in un momento in cui si sta decidendo il futuro strategico dell’azienda e si chiedono a chi giovino tutte queste polemiche, ricordando che anche la verifica di giunta in comune a Varese ha evidenziato pressioni nei confronti della municipalizzata.
Non aggiungono altro, ma diversi politici, in questi giorni, hanno sostenuto che il centro del problema è una guerra di potere. Secondo queste voci, al disegno dell’aggregazione delle municipalizzate di Varese, Gallarate e Busto, sostenuto da Forza Italia (in particolare la corrente di Gallarate), il capoluogo con Aspem a guida leghista contrappone altre ipotesi.
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