«La convivenza è difficile se non c’è sicurezza»
Lettera aperta del segretario della Lega Nord al sindaco Pierluigi Gilli sul problema della sicurezza in città
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Signor Sindaco Gilli,
sappiamo che la Sua amministrazione sostiene di fare il possibile per mantenere la sicurezza nella nostra città. L’indulto e l’apertura
indiscriminata delle frontiere hanno però portato ad una situazione vicina al collasso. Lungi da noi il voler dare tutte le colpe allo straniero o al diverso, vorremmo però cercare di farle comprendere il disagio dei suoi concittadini.
Il disagio non è dovuto al colore della pelle, né alla differente lingua o religione e nemmeno alla mancanza di voglia e tempo per capire il diverso. Il disagio dei nostri concittadini non è una suggestione, ma è causato da certi personaggi, stranieri ma anche italiani, che stazionano tutto il giorno in ben determinate zone della città, dando l’impressione di essere occupati in mansioni poco chiare. Il cittadino comune non può svolgere indagini di polizia, quindi si deve limitare all’impressione generica che gli viene dalla propria esperienza personale.
I cittadini normali si chiedono: "ma se quella gente sta tutto il giorno in piazza, poi come fa a guadagnarsi la pagnotta?"
Al limite il cittadino comune può solo segnalare situazioni poco chiare alle forze dell’ordine e ai politici locali. Se la polizia svolge indagini e reprime, sono però i politici a doversi assumere l’onere di risolvere il problema alla radice. Una mera repressione infatti non serve a niente.
Nelle dichiarazioni da Lei rilasciate durante l’incontro pubblico di sabato scorso all’Unitre, ci par di capire che Lei non voglia nemmeno ammettere l’esistenza del problema sicurezza. Come si può risolvere il problema sicurezza se nemmeno si vuole ammetterne l’esistenza?
Il problema sicurezza a Saronno esiste eccome: i nostri concittadini non se lo sono sognati di notte, non c’è stato nessun mago a suggestionarli, non è un’invenzione né dell’opposizione leghista, né dei suoi cittadini esasperati. Esasperati e stanchi: sì, proprio così, perchè Lei e i Suoi Assessori non vivono gomito a gomito con persone che hanno usi e costumi totalmente differenti dai nostri. I cittadini saronnesi poveri, invece ogni giorno devono convivere con il diverso. Se Lei andasse a visitare certe zone di Sarònn si renderebbe conto che questo non è un bell’arricchimento
culturale politicamente corretto.
Per avere un arricchimento serve tanto tempo, tanta fatica e tante
incomprensioni. Non basta la convivenza, ma serve una sintesi. La sintesi si raggiungerà fra diverse decine o centinaia di anni. Lei sicuramente, fine conoscitore della storia, può stimare il tempo che è stato necessario alla civiltà romana per assorbire le popolazioni barbariche che invasero l’Impero. Percentuali di molto inferiori ai dati odierni dell’immigrazione in Lombardia, dove si concentra il 25% di tutta la popolazione immigrata in Italia. Quanto sangue è stato versato per raggiungere l’arricchimento culturale che ha portato alla nostra era? La convivenza era difficile allora come lo è oggi. L’arricchimento culturale non è quasi mai pacifico.
Si ricordi che la nostra gente non può essere costretta ad integrarsi per forza. Non c’è scritto da nessuna parte. Non siamo certo noi a doverci integrare, ma è lo straniero che deve farsi ben volere, se vuole essere trattato come tutti gli altri.
I suoi concittadini Le chiedono solamente un po’ di comprensione. Lei non può continuare a tacitare i suoi concittadini accusandoli ingiustamente di lasciarsi suggestionare dal diverso. Se Lei dice di rappresentare davvero tutti, allora riconosca l’esistenza e la gravità del problema e dia finalmente una soddisfazione ai tanti cittadini stanchi di essere presi per scemi dai politici.
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