Traffico e spaccio di droga: dodici indagati, due in manette
L'operazione portata a termine dalla Polizia dopo un anno e mezzo di indagini coordinate dalla Procura di Busto Arsizio: Gallarate era il centro dello smistamento
Ancora droga al centro delle operazioni della Polizia di Gallarate. Dopo un anno e mezzo di indagini, coordinate dalla Procura di Busto Arsizio tra le province di Varese, Novara e Grosseto, due persone sono finite in manette e altre dieci indagate per spaccio, traffico, detenzione e consumo di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, ma anche hashish e marijuana.
I risultati di questa indagine portano alla luce ancora una volta il
ruolo della città di Gallarate come centro dello smistamento e del traffico di droga: l’organizzazione, che secondo il pubblico ministero Roveda e il procuratore della Repubblica Dettori seguiva uno unico disegno criminale, si riforniva a Milano e poi spacciava nel territorio limitrofo a Gallarate, tra Lonate Pozzolo, Cassano Magnano, Jerago con Orago e la provincia di Novara, Oleggio e il capoluogo piemontese in particolare.
Gli arrestati sono due, finiti in manette questa mattina, venerdì 16 febbraio. Diallo Boudakar, cittadino senegalese classe 1979, ufficialmente nullatenente e nullafacente, è stato preso nella sua
abitazione a Milano, all’interno della quale sono stati trovati circa 30 mila euro, provento dello spaccio, oltre a telefonini ed agende con nomi e indirizzi, utili per il prosieguo delle indagini: l’uomo faceva da rifornitore per la droga che poi veniva spacciata nel Gallaratese. L’altra arrestata è Barbara Marcato, 37 anni, residente fino a poche settimane fa a Cavaria con Premezzo: gli uomini della Polizia l’hanno fermata a Grosseto, dove si era trasferita.
Gli altri dieci indagati sono tutti uomini tra i 35 e i 40 anni, alcuni insospettabili e altri pregiudicati per reati legati al consumo
di stupefacenti, tutti gravitanti nell’area del Gallaratese. Il quantitativo di droga sequestrato nel corso dell’indagine, circa un etto, non è significativo dell’attività criminosa: gli indagati si rifornivano di piccole quantità di droga che in parte rivendevano e in parte consumavano. Più rilevanti i circa 30 mila euro sequestrati in casa di uno degli arrestati, provento dell’organizzazione smantellata dalla Polizia di Stato.
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