La pista ciclabile del futuro pedala sul web

Un progetto di infrastruttura telematica per gestire i servizi, da quelli portivi a quelli turistici, lungo i vari percorsi. Occasioni di lavoro nell'indotto turistico

Roberto Ragusa ha presentato il suo progetto per una pista ciclopedonale che va dal Sacro Monte al lago di Varese a varie istituzioni, comunali e provinciali,  investitori privati, associazioni ambientaliste e anche al mondo accademico. Infatti, lo spunto iniziale del progetto riguarda la possibilità di realizzare un centro di raccolta dati a scopi scientifici, da realizzare in collaborazione con la facoltà di medicina dell’università dell’Insubria. «Una parte importante del mio progetto – dice Ragusa – è l’implementazione di un’infrastruttura telematica a supporto dei fruitori dei vari percorsi. Si tratta di installare antenne di ricezione, terminali e card reader, impianti di trasmissione, server, e implementare applicazioni front-end che permettano di gestire diverse attività».

Un grande data base, dunque, per scopi medici, sportivi. Il meccanismo è semplice: appena il turista arriva sul percorso ciclopedonale, gli viene consegnato un bracciale elettronico collegato con la centrale, in questo modo si può monitorare l’attività fisica, i profili antropometrici, confrontare i tempi di percorrenza, disponendo così di una serie di dati di grande interesse scientifico che attualmente non esistono. Una bella opportunità di lavoro ed esperienza per giovani laureati e ricercatori in medicina dello sport. E non solo.

«Una grande pista ciclopedonale, collegata ad un portale web per la gestione dei servizi, farebbe bene a tutto l’indotto turistico» continua Ragusa. 
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razie al bracciale, infatti, i turisti potrebbero pagare i pasti ai ristoranti o le bibite ai bar direttamente sui terminali distribuiti ai locali lungo il percorso o nelle zone vicine al circuito. Si aprirebbero possibilità di lavoro per guide turistiche e trainer di gruppo per escursioni prenotate in tempo reale su pagine web dedicate. Gli inserzionisti pubblicitari, che sponsorizzano il percorso ciclopedonale, potrebbero verificare i passaggi lungo il tratto su cui è ospitata la loro inserzione. Le associazioni culturali, i gestori di monumenti e musei, posti lungo i percorsi, gestirebbero sul portale le prenotazioni e le visite, evitando code fastidiose o sovraffollamenti snervanti. «Il vero patrimonio – conclude Ragusa – sono le oltre ventimila persone che ogni fine settimana arrivano sulla pista ciclabile che potrebbero aumentare notevolmente senza creare problemi. Se gli si offrono servizi integrati allora il cerchio si chiude, anche per le associazioni di settore. Penso ad esempio all’associazione Commercianti o alla Confesercenti che possono pianificare le loro campagne e fare politiche di fidelizzazione basate su dati reali, oggettivi».

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Pubblicato il 31 Ottobre 2006
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