Non saremo Mantova però…
Il successo di duemila libri e del festival del racconto si aggiunge ad altri che permettono una bella promozione del libro
Duemila libri si è chiuso con un successo strepitoso. E per una volta una manifestazione non è un fatto isolato, un semplice evento. Da diverse stagioni ormai la provincia di Varese ha una ricchezza di proposte di primo livello per la promozione del libro.
Oltre all’efficiente e sempre più completo sistema bibliotecario esistono una serie di appuntamenti in molti periodi dell’anno.
Duemila libri a Gallarate, Amor di libro a Varese, Il festival del racconto a Luino e in diverse città della provincia, Librando a Samarate, Leggerestate ad Angera, Medialibri a Tradate. E quest’anno Busto Arsizio ha fatto una pausa altrimenti ci sarebbe anche la sua di rassegna.
Occasioni in cui migliaia di persone assistono agli incontri e decine di migliaia entrano a curiosare in mezzo ai libri o ad acquistarne.
Non da meno è la qualità dei relatori. In tutte le rassegne arrivano i migliori autori presenti in Italia e non solo. Ricchezza data anche dagli eventi collaterali. A tutto questo si sonmmano poi iniziative importanti quali "I salotti di Mauro della Porta Raffo" e daltre sparse in varie zone del territorio. Eppure c’è qualcosa ancora che non funziona come potrebbe e la rassegnazione dei librai è un campanello d’allarme pericoloso.
Manca un comune sentire generale, una percezione positiva di quanto sta accadendo. È difficile sentire i cittadini orgogliosi del loro territorio. Ed è un peccato perché se si paragona tutto quello che viene fatto a Varese e provincia, alcune realtà come Como con il suo Parolaio scompaiono e addirittura Mantova, con il suo meraviglioso Festival letteratura non è così irragiungibile.
Questa situazione positiva va resa ancora più virtuosa creando un vero circuito che eviti doppioni, ma soprattutto che valorizzi ancora meglio l’esistente. È un interesse di tutti perché dare maggiore impulso a un’attiità già forte e ben strutturata non può che portare beneficio. Occorre evitare quel campanilismo che spesso fa sembrare i singoli eventi come i migliori, ma che non permette di uscire da una sorta di complesso di inferiorità che costantemente ci anima, anche quando, come in questa materia, non avremmo da prendere lezioni da nessuno.
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