“Fermate la liquidazione di Aspem”: Attac chiede la revoca della delibera
Giovanni Gulino a nome di ATTAC Italia Malnate ha depositato una richiesta urgente per fermare le procedure di scioglimento dell'azienda speciale denunciando il rischio di danni sociali irreparabili per la comunità
Stop alla liquidazione di ASPEM Servizi e revoca immediata della delibera dello scorso 12 marzo. È questa la richiesta perentoria depositata in Comune dall’associazione ATTAC Italia Malnate e dal Comitato promotore della petizione, che scendono in campo per fermare lo smantellamento dell’azienda speciale che gestisce i servizi socio-assistenziali della città. Al centro della mobilitazione, la difesa delle prestazioni rivolte alle fasce più fragili e la denuncia di una gestione amministrativa ritenuta poco trasparente.
L’istanza di accesso agli atti
Il coordinatore del comitato, Giovanni Gulino, ha presentato una formale istanza di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione che non sarebbe stata resa disponibile prima del voto in Consiglio. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono il piano industriale, le analisi economico-finanziarie e i pareri tecnici che hanno giustificato lo scioglimento della società. «Chiediamo una verifica approfondita della legittimità e dell’interesse pubblico – spiega Gulino – perché procedere senza piena trasparenza rischia di produrre un danno irreversibile per l’intera comunità».
Il rischio per pasti a domicilio e ambulatori
Le preoccupazioni principali riguardano la continuità di servizi essenziali come la consegna dei pasti agli anziani e l’accompagnamento dei disabili. Ma c’è un altro punto che allarma il Comitato: il futuro degli ambulatori dei medici di base legati alla farmacia comunale. Con l’esternalizzazione della farmacia a un privato, non vi sarebbe alcuna garanzia sulla permanenza di questi spazi sanitari. In un contesto già segnato dalla carenza di medici di medicina generale, il Comitato teme che la proprietà privata possa destinare i locali ad altre attività, compromettendo l’assistenza sanitaria di prossimità.
La proposta di un piano di rilancio
Secondo i promotori della protesta, la chiusura di ASPEM sarebbe una scelta incoerente, specialmente alla luce delle dichiarazioni dell’Amministrazione che ipotizzano la creazione di una nuova società in futuro. ATTAC e il Comitato chiedono invece di mantenere attiva l’attuale struttura, definendo un programma di rilancio attraverso percorsi di progettazione partecipata. L’obiettivo è trasformare l’azienda speciale in uno strumento ancora più efficace per rispondere ai bisogni sociali del territorio, piuttosto che procedere con una liquidazione che appare, agli occhi dei firmatari, come una rinuncia al ruolo pubblico nella cura dei cittadini.
Il fronte comune con le opposizioni
La mossa di ATTAC si salda alla contestazione formale già avviata dalle minoranze consiliari, che hanno inviato una segnalazione anche al Prefetto di Varese. I consiglieri di opposizione (Damiani, Barel, Bellifemine, Ferrario e Cassina) lamentano la violazione del regolamento per la mancata consegna dei documenti e chiedono a gran voce un Consiglio comunale straordinario. La richiesta di sospendere ogni procedura di liquidazione mira a “congelare” la situazione fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sui conti e sul destino dei dipendenti e degli utenti coinvolti.
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