Con l’intelligenza artificiale cambia tutto: idee da validare in tempi record, il limite è l’immaginazione
Al Festival della finanza per l’economia reale, lo studente Liuc Francesco Rebasti spiega come l’AI stia rivoluzionando il modo di costruire e testare le startup, accelerando la trasformazione delle idee in progetti concreti
Ha ventidue anni, i capelli ricci e il viso da ragazzo. Alla sua età si ha il diritto di essere timidi e al tempo stesso sfacciati visionari. Francesco Rebasti, studente dell’università Liuc di Castellanza, è stato uno dei relatori al Festival della Finanza per l’economia reale nella tavola rotonda dedicata al venture capital.
A ispirarlo sarà stata, forse, l’immagine della città che si allungava oltre le vetrate del ventiduesimo piano della sede milanese di Intesa Sanpaolo, in via Melchiorre Gioia. Qualunque sia stata la scintilla che l’ha innescata, la sua è stata una delle testimonianze più apprezzate dell’evento.
«Limitarsi alla sola teoria universitaria oggi è un grande rischio», ha detto Rebasti che è anche startupper, sottolineando la necessità di riportare la discussione su un piano concreto. Il suo percorso di imprenditore innovativo è iniziato tra i banchi universitari e si è sviluppato grazie all’associazionismo. «È il primo ponte reale tra università e lavoro», ha spiegato il giovane studente, indicando in queste esperienze il luogo in cui nascono progetti, relazioni e opportunità.

COMPETENZE TRASVERSALI
È questa esposizione continua a responsabilità diverse a costruire competenze trasversali e capacità di adattamento, oggi sempre più richieste.
Secondo lo studente, in Italia «manca ancora una vera diffusione dell’imprenditorialità», evidenziando il divario rispetto ad altri ecosistemi internazionali. Per colmarlo serve abituare gli studenti all’incertezza, ma anche al valore dell’errore, inteso come parte del processo di crescita.
L’IMPORTANZA DEL NETWORK
In questo scenario, l’università può fare la differenza. Un ecosistema che integra didattica e mondo reale, con docenti provenienti dal mercato e strumenti di supporto ai progetti, contribuisce a formare profili più pronti. Non solo competenze, ma anche connessioni. «Il network – ha ricordato – un asset che si rivaluta nel tempo» e che nel mondo startup diventa una leva decisiva.
Infine, lo sguardo alle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale sta cambiando il paradigma, soprattutto nella fase di validazione delle idee. Oggi costruire, testare e correggere è più rapido e accessibile. Per far crescere l’economia reale, servono competenze, ecosistemi e. sempre di più, la capacità di validare rapidamente idee e trasformarle in progetti concreti.
«Il limite non è più il come, ma l’immaginazione», ha concluso Rebasti.
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