Un Primo maggio di legalità e sicurezza sul lavoro

Grande partecipazione al tradizionale corteo organizzato dai sindacati. Commosso omaggio ai morti in cantiere di settimana scorsa

Un grande corteo del Primo maggio, che ha visto sfilare per le vie della città moltissimi lavoratori, cittadini e pensionati, come non si vedeva da anni a Varese. Il tradizionale appuntamento organizzato dai sindacati ha fatto registrare un’altissima partecipazione.

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Operai, impiegati, pensionati e tutte le categorie “andavano in avanti tenendosi per mano”, come recita una famosa canzone di Giovanna Marini. Forte anche la presenza di giovani ed immigrati, cioè dei veri soggetti deboli di questo mercato del lavoro del nuovo millennio, coloro che più soffrono la mancanza di leggi e di tutele. Al corteo si sono visti anche tanti leader del centrosinistra varesino, dai neoparlamentari Rossi e Marantelli al candidato sindaco dell’Unione per il comune di Varese, Antonio Conte.

Un corteo allegro e colorato, educato e pacifico. Tante famiglie anche con i bambini, tanti giovani, campanacci e fischietti hanno dato un po’ di colore alla manifestazione, mentre a scaldare gli animi in piazza c’erano i “Trenincorsa”, giovane band del Varesotto sempre in prima linea nelle lotte sociali.

Sul piano dei contenuti, invece, quello di quest’anno è stato un Primo maggio dedicato alla legalità, con la manifestazione nazionale organizzata a Locri. Legalità che vuol dire anche sicurezza sul lavoro. Un argomento delicato e tristemente attuale nella nostra zona, tanto che, quando dal palco vengono ricordati i quattro morti in una settimana nei cantieri del Varesotto dalla folla parte un lungo e commosso applauso. Sicurezza e legalità sono state al centro del discorso di Franco Martini, segretario nazionale della categoria lavoratori edili della Cgil. Una presenza significativa la sua, visto che tutte le recenti morti sul lavoro sono avvenute in cantiere. «Ci sono troppi buchi neri nell’applicazione delle norme di sicurezza – ha ricordato Martini dal palco – si tratta di una violazione non solo della legislazione del lavoro ma della stessa Costituzione, che tutela espressamente la sicurezza dei lavoratoti e la dignità dell’uomo». I sindacati hanno quindi lanciato un esplicito invito al nuovo Governo. «Dopo anni di politiche del lavoro fallimentari e di attacco alla coesione sociale – ha detto lo stesso Martini – il paese ha assoluto bisogno di una guida forte ed autorevole, chi ha vinto le elezioni ha il diritto di governare e chi ha perso faccia l’opposizione».

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Pubblicato il 01 Maggio 2006
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