Bestie di satana, “concorso morale” per Massimino Magni
Resa nota la motivazione della sentenza d'appello contro Magni (9 anni) e Maccione (16 anni), minorenni all'epoca del delitto Tollis-Marino
"Concorso morale": in questi termini la Corte
d’Appello di Milano motiva la sua sentenza del 23 febbraio scorso contro Massimiliano
Magni, coinvolto nella vicenda delle Bestie di satana. I giudici di secondo grado avevano condannato Magni, assolto in primo grado, a 9 anni di carcere; 16 gli anni inflitti a Mario Maccione, come Magni all’epoca dei fatti minorenne, e che a differenza del magni aveva partecipato, con bestiale violenza, all’uccisione di Chiara Marino e Fabio Tollis.
confronti dal Tribunale dei Minori di Milano l’11 aprile 2005, è stata
ribaltata in una condanna a nove anni di reclusione dal il 23 febbraio scorso. Ad uccidere Fabio e Chiara la notte tra il 17 e il 18 gennaio 1998 furono Mario Maccione, Nicola Sapone ed Andrea
Volpe (il "pentito" dalla cui sole dichiarazioni è stato possibile risalire alla catena di delitti),ma i giudici d’appello hanno rilevato prove del "concorso morale" di Magni al delitto. Si legge nella motivaizone che Magni "fu presente a tutte le fasi in cui il delitto venne
concertato, attuato e depistato", e lo avrebbe ammesso in aula, durante l’audizione di fronte al Tribunale dei Minori, ammettendo di aver preso parte alla pianificazione del delitto.
d’Appello di Milano motiva la sua sentenza del 23 febbraio scorso contro Massimiliano
Magni, coinvolto nella vicenda delle Bestie di satana. I giudici di secondo grado avevano condannato Magni, assolto in primo grado, a 9 anni di carcere; 16 gli anni inflitti a Mario Maccione, come Magni all’epoca dei fatti minorenne, e che a differenza del magni aveva partecipato, con bestiale violenza, all’uccisione di Chiara Marino e Fabio Tollis.
Secondo i giudici milanesi Magni,
pur non avendoi preos parte al delitto Tollis-Marino, avrebbe avuto un ruolo innegabile nell’ideazione e nella preparazione dell’atroce delitto. Per questa ragione, l’assoluzione pronunciata nei suoiconfronti dal Tribunale dei Minori di Milano l’11 aprile 2005, è stata
ribaltata in una condanna a nove anni di reclusione dal il 23 febbraio scorso. Ad uccidere Fabio e Chiara la notte tra il 17 e il 18 gennaio 1998 furono Mario Maccione, Nicola Sapone ed Andrea
Volpe (il "pentito" dalla cui sole dichiarazioni è stato possibile risalire alla catena di delitti),ma i giudici d’appello hanno rilevato prove del "concorso morale" di Magni al delitto. Si legge nella motivaizone che Magni "fu presente a tutte le fasi in cui il delitto venne
concertato, attuato e depistato", e lo avrebbe ammesso in aula, durante l’audizione di fronte al Tribunale dei Minori, ammettendo di aver preso parte alla pianificazione del delitto.
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