Dalla popillia alla cocciniglia giapponese: come difendere orto e giardino dai parassiti
Il presidente dell'Associazione Orticola Varesina spiega quali sono le specie più problematiche presenti sul territorio e quali strategie possono essere adottate per limitarne la diffusione
Insetti alieni, parassiti sempre più aggressivi e nuove specie che arrivano dall’estero mettendo a rischio orti, frutteti e giardini. Con la bella stagione torna anche il problema dei danni alle coltivazioni, una situazione che negli ultimi anni si è aggravata a causa della diffusione di organismi invasivi provenienti da altri continenti.
Ne abbiamo parlato a La Materia del Giorno con Fabrizio Ballerio, presidente dell’Associazione Orticola Varesina, che ha fatto il punto sui principali nemici delle piante e sui rimedi che cittadini e appassionati possono adottare per limitare i danni.
«Ogni anno arriva qualche nuovo organismo alieno»
Secondo Ballerio, il fenomeno è in continua crescita:«Più che di insetti dovremmo parlare di organismi alieni. Quando un parassita arriva da fuori trova un ambiente nuovo e spesso non ha antagonisti naturali. Per questo il suo impatto può essere molto forte sulle nostre piante».
Tra i casi più evidenti c’è la cocciniglia giapponese, comparsa nel Varesotto circa dieci anni fa e oggi diffusa su numerose specie arboree e ornamentali.
La cocciniglia giapponese e quegli anelli bianchi sugli alberi
Molti cittadini nelle ultime settimane hanno notato alberi ricoperti da caratteristici anelli bianchi: «Sono gli ovisacchi, strutture piene di uova che risultano molto evidenti tra aprile e maggio. Quando le uova si schiudono, le cocciniglie migrano sulle foglie e sui rami dove si nutrono della linfa, indebolendo la pianta».
La cocciniglia produce inoltre una sostanza appiccicosa chiamata melata, che può sporcare automobili, marciapiedi e superfici sottostanti agli alberi infestati.
Per contrastarla, negli orti e nei giardini privati possono essere utilizzati oli minerali o vegetali, gli stessi impiegati tradizionalmente contro altre specie di cocciniglia. In alcuni comuni sono inoltre in corso sperimentazioni di lotta biologica attraverso l’impiego di coccinelle predatrici.
Popillia japonica, il nemico numero uno dell’estate
Tra gli insetti più temuti c’è però la Popillia japonica, il coleottero arrivato nel Nord Italia nel 2014 e ormai diffuso in gran parte della Lombardia e delle regioni confinanti.
«La popillia attacca oltre 300 specie vegetali. A differenza della cocciniglia non si limita a succhiare la linfa: mangia direttamente le foglie e può arrivare a spogliare completamente una pianta»ha spiegato Fabrizio Ballerio .
Il ciclo dell’insetto dura circa un mese e mezzo e ogni femmina può deporre fino a 200 uova. Per questo motivo è fondamentale contenere la popolazione prima possibile.
Tra i sistemi consigliati vi sono:
- reti protettive e tessuti non tessuti per orti e frutteti;
- trappole con attrattivi specifici;
- trattamenti mirati contro le larve nel terreno;
- utilizzo di nematodi e funghi antagonisti in agricoltura biologica.
«Più esemplari riusciamo a eliminare oggi, meno ne avremo l’anno prossimo. Serve però un’azione condivisa da parte di tutti gli orticoltori e dei proprietari di giardini».
Cimici e lumache: problemi ancora attuali
Nonostante l’attenzione si concentri spesso sulle specie invasive, continuano a creare danni anche parassiti più conosciuti.
La cimice asiatica è ancora presente, ma, secondo Ballerio, oggi in molti orti i danni maggiori sono provocati dalle specie nostrane, soprattutto durante i mesi più caldi. Anche in questo caso possono essere utili reti protettive e trappole attrattive.
Le lumache, invece, approfittano delle stagioni umide e piovose per moltiplicarsi rapidamente.
Tra i rimedi più utilizzati figurano le trappole con la birra, la raccolta manuale e le esche biologiche a base di fosfato di ferro, considerate efficaci e meno impattanti rispetto ai prodotti utilizzati in passato.
L’ultima minaccia: il bruco dell’azalea
Tra le novità segnalate dall’Associazione Orticola Varesina c’è anche il bruco dell’azalea, una specie comparsa nelle zone dei laghi negli ultimi anni.
L’insetto attacca i germogli durante l’estate e impedisce alla pianta di formare correttamente i boccioli per l’anno successivo.
«Molte azalee che quest’anno hanno fiorito poco o non hanno fiorito affatto potrebbero essere state colpite proprio da questo parassita» ha spiegato Fabrizio Ballerio.
Informazione e prevenzione
Per gli esperti la parola chiave resta prevenzione. Monitorare regolarmente le piante, intervenire ai primi segnali di infestazione e condividere le informazioni tra appassionati e coltivatori rappresentano oggi gli strumenti più efficaci per convivere con parassiti che, anno dopo anno, stanno cambiando il volto di orti e giardini del territorio.
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