Sant’Ambrogio e Velate, la zona nobile di Varese che chiede cura e parcheggi
Il racconto del quartiere da parte dei residenti, incontrati nel quinto appuntamento di "Cosa sarà Varese", il progetto che nell'ambito di #varese2030 porta la redazione ad ascoltare, una tappa dopo l'altra, le voci di chi vive ogni angolo di Varese. Qui la tappa di Sant'Ambrogio
Tappa a Sant’Ambrogio per il viaggio di VareseNews nei quartieri della città. È stato qui il quinto di dodici appuntamenti di “Cosa sarà Varese”, il progetto che nell’ambito di #varese2030 porta la redazione ad ascoltare, una tappa dopo l’altra, le voci di chi vive ogni angolo di Varese. Niente convegni né tavoli istituzionali: solo cittadini che si raccontano, segnalano, ricordano, restituendo — nel bene e nel male — lo stato di salute del proprio quartiere.
Il quinto incontro si è svolto al circolo di Sant’Ambrogio, dove i residenti del Consiglio di quartiere 1 – che comprende Campo dei Fiori, Sacro Monte, Velate, Fogliaro, Sant’Ambrogio, Bregazzana, Provinciale Rasa e Rasa – hanno raccontato i disagi delle zone considerate più belle della città. A parlare, in particolare, sono venuti i residenti di Sant’Ambrogio, Velate e Fogliaro.
Il rione nobile che chiede cura e parcheggi
Sant’Ambrogio non è solo un quartiere, è uno stato d’animo. Per chi lo abita è la “zona nobile” per eccellenza, un microcosmo di ville, verde e botteghe storiche dove ci si conosce ancora per nome. Ma dietro questa facciata da borgo ideale, le testimonianze raccolte tra i residenti di Sant’Ambrogio, Velate e Fogliaro raccontano una realtà più complessa, fatta di battaglie contro il fango, una burocrazia faticosa e una cronica mancanza di posti auto.

Il tema che scotta a Sant’Ambrogio, per chi ci parla, è via Virgilio. Trovare un buco per l’auto è diventata una “missione” quotidiana. La frustrazione è alta già nella quotidianità, ma diventa altamente problematica durante i pochi eventi annuali organizzati, come “Sant’Ambrogio in strada” (evento che nel 2026 non si farà): qui i cittadini chiedono più tolleranza o, meglio, soluzioni strutturali che non arrivano. Nel frattempo, la discussa pista ciclabile rossa – che doveva portare modernità – è diventata il simbolo di inefficienza: “Inutile e sparita”, dicono i residenti, sottolineando come i ciclisti stessi la evitino per la sua pericolosità.
Velate e la paura della pioggia
Se a Sant’Ambrogio si lotta per un parcheggio, a Velate si lotta contro l’acqua. In via Piatti, dal 2018, ogni temporale più forte del solito si trasforma in un’alluvione che invade garage e case. La soluzione tecnica esiste – una vasca di contenimento alla “Casa Rossa” – ma i fondi restano sulla carta per i prossimi anni, mentre la manutenzione dei tombini, spesso ostruiti dai residui dei tagli dell’erba non raccolti, è giudicata “pari a zero”.
Il Circolo: un cuore che batte sotto scorta
Per i residenti che ci hanno contattato, il vero motore del rione è il Circolo Cooperativa, luogo di ritrovo per giovani e anziani. Tuttavia, chi ci collabora denuncia un clima di “accanimento burocratico”: «Siamo subissati di controlli, la polizia locale arriva con le torce come se cercassero Al Capone», racconta con amarezza uno di loro, spiegando come questo clima stia uccidendo l’entusiasmo per le serate estive e i festival musicali.

Un tesoro da lucidare: Villa Toeplitz e i sentieri
Non mancano i motivi di orgoglio. A Sant’Ambrogio, Villa Toeplitz resta una delle perle di Varese, con il suo sontuoso giardino, il museo etnografico interno, ma la chiusura prolungata del suo bar ha tolto un’importante occasione di socializzazione. Anche i sentieri, come il famoso “Sentiero 10” del parco Campo dei Fiori, che passa da Velate e può essere fruito non solo dai trekker ma anche da chi vuole fare una passeggiata, sono risorse preziose ma spesso trascurate, con radici e ghiaia che rendono difficile attraversarlo a chi si muove con un passeggino.
Sant’Ambrogio e Velate, dicono i residenti, non chiedono miracoli, ma attenzione all’ordinario: stop disegnati per terra, tombini puliti, un posto dove lasciare l’auto e meno ostacoli per chi cerca di mantenere viva la comunità. Perché essere un rione “nobile” significa prima di tutto essere un rione curato.
Il progetto “Cosa sarà”
Non aspettare che la politica – e le scadenze elettorali – dettino l’agenda, ma provare ad aprire una riflessione sui temi della città di Varese in maniera indipendente, ascoltando tutti: è nato così il progetto Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro che ha visto finora la realizzazione di venti interviste, che sono diventate un libro acquistabile su Amazon qui Ma ha visto anche l’incontro a porte chiuse con 31 consiglieri comunali, e due tavoli separati con le forze di centrodestra e centrosinistra. Ora, l’incontro con i quartieri.
Le interviste pubblicate su VareseNews e contenute nel libro Cosa Sarà sono state curate da Marco Giovannelli, il lavoro di ascolto nei quartieri è stato coordinato e condotto da Stefania Radman, Tommaso Guidotti, Andrea Camurani, Lidia Romeo, Adelia Brigo, Erika La Rosa e Alessandro Guglielmi, l’elaborazione dei dati è a cura di Tomaso Bassani.
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