Troppe distanze e assenze tra arte e politica

Si è svolto presso la Fondazione Bandera per l’Arte il convegno tra i rappresentanti dei Musei Civici e delle Fondazioni d’arte Moderna e Contemporanea del territorio

Si è svolto sabato scorso, presso la Fondazione Bandera per l’Arte, l’annunciato convegno territoriale tra i rappresentanti dei Musei Civici e delle Fondazioni d’arte Moderna e Contemporanea del territorio. Il tentativo del Convegno era quello di trovare un coordinamento sul territorio per le attività espositive ma anche per possibili aspetti didattici che le istituzioni museali potrebbero organizzare.

Assieme ai relatori ufficiali e ai responsabili degli Enti organizzatori del convegno, La galleria d’Arte moderna di Gallarate, per il tramite della sua direttrice, dott.ssa Emma Manara e la Fondazione Bandera per l’Arte con il direttore dott. Alberto Fiz, erano presenti la coordinatrice Regionale per i Beni Culturali e alcuni assessori dei comuni su i cui territori sono presenti le fondazioni o i musei. Con loro i diversi rappresentanti dei Musei pubblici e privati e un attento e significativo pubblico con diversi artisti.

Il dibattito ha messo in luce sia le difficoltà comuni riscontrabili nell’organizzazione museale, dovuto in massima parte a scarsità di risorse finanziarie messe a disposizione dalla politica locale, ma anche le numerose positività che queste istituzioni museali riescono ad indicare al territorio come possibili vie culturali. Elementi certamente utili ad uscire da una certa marginalità periferica e provinciale

I suggerimenti della dottoressa Medici, responsabile regionale dell’Unità Organizzativa dei Musei e del Patrimonio Archeologico, Architettonico, Artistico e Storico, sotto il punto di vista legislativo, troveranno certamente un terreno fertile, così come troveranno accoglienza alcune indicazioni suggerite: l’idea della costituzione di una rete di collegamento museale non solo provinciale, la ricerca di standard di visibilità omogenei per la qualità sul territorio, l’ipotesi di attività formative sia di didattica sia nel campo della ricerca…

Stimolanti sono apparse anche alcune indicazioni emerse dagli interventi dei vari assessori comunali o dei responsabili di queste istituzioni, come l’esigenza di attivare da subito un preciso censimento del territorio, non solo sullo stato di fatto ma anche sulle possibili attività, singole e comuni, che si potrebbero far nascere.

In tal senso anche la disponibilità del F.A.I. e del suo dirigente Arch. Marco Magnifico, potrebbe contribuire a saldare in modo più internazionale la cultura e i beni storico-artistici della nostra Provincia, costruendo un’immagine più confacente del territorio, oggi visto solo in ragione della sua immagine economica. Sia Emma Manara sia Alberto Fiz, promotori del convegno hanno poi indicato, alla luce e del dibattito e delle esigenze che sono emerse un documento, nel tentativo di rendere subito operative una serie di azioni e così poter attivare da subito progetti per un coordinamento generale tra le istituzione d’arte.

L’esigenza di munirsi di un bollettino trimestrale elaborato da un comitato territoriale di coordinamento che indichi le iniziative culturali e le attività didattiche in programma, la gestione di un sito internet per una maggior divulgazione sul territorio, una carta dei Musei per facilitare gli accessi nelle diverse istituzioni del territorio, un invito pressante ad una collaborazione più fattiva da parte delle amministrazioni locali o provinciali (la regione ha distribuito alla provincia di Varese più di un miliardo per attività culturali), la pubblicizzazione, attraverso segnaletiche appropriate, dei luoghi delle Fondazioni e dei Musei così da renderli più visibili e facilitarne l’individuazione…, queste in linea di massima le indicazioni. Un impegno più che positivo, condiviso dai partecipanti e che fa prevedere futuri percorsi innovativi. E mentre i vari responsabili hanno cercato di attrezzarsi per un maggior coordinamento e visibilità, pur nella trasversalità delle opinioni, al convegno è venuta meno l’unica visibilità auspicata: la parte politica.

Nonostante l’importanza del convegno, infatti, l’assessore provinciale alla Cultura e al tempo libero era in tutt’altre faccende affaccendato e il suo sostituto, giunto in ritardo e limitandosi a porgere le scuse sulla mancata partecipazione per poi allontanarsi dalla sala ha soltanto mostrato in tutta la sua forma, quanto distante sta la politica dalla cultura e quanta difficoltà i vari operatori dovranno ancora affrontare

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Pubblicato il 11 Marzo 2001
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