Sciopero alla Beko di Cassinetta, Fiom Fim e Uilm: «È arrivata l’ora della verità»

Sciopero e manifestazione alla portineria centrale. I sindacati dei metalmeccanici chiedono chiarezza sul futuro del sito dopo il calo dei volumi produttivi e i segnali di rallentamento del piano industriale

L’ora della verità è arrivata davanti ai cancelli dello stabilimento di Beko Europe a Cassinetta di Biandronno. Dopo mesi di attesa, incontri e rassicurazioni, la sensazione che serpeggia tra i dipendenti è che il futuro dello stabilimento varesino abbia bisogno di risposte immediate.
Lo sciopero e la manifestazione alla portineria centrale, promossi da Fiom Cgil, Fim Cisl dei Laghi e Uilm Uil, sono nati proprio da questa esigenza. Nelle assemblee svolte nelle diverse aree produttive, i sindacati hanno riportato ai lavoratori l’esito dell’ultimo confronto con l’azienda, avvenuto il 30 giugno. Un incontro che, invece di dissipare i dubbi, li avrebbe rafforzati.

Galleria fotografica

Sciopero e manifestazione alla Beko di Cassinetta 4 di 31

CRISI DEL MERCATO DELL’ELETTRODOMESTICO 

La preoccupazione riguarda anzitutto l’andamento del mercato degli elettrodomestici, che continua a vivere una fase difficile. Ma il timore più grande è legato alle strategie del gruppo e al ruolo che la multinazionale intende realmente assegnare allo stabilimento di Cassinetta. Il sito varesino, infatti, è chiamato a confrontarsi non soltanto con la concorrenza internazionale, ma anche con quella interna al gruppo. Da qui la richiesta di comprendere se alcune produzioni o piattaforme possano essere trasferite altrove e, soprattutto, quali prodotti dovrebbero garantire in futuro la saturazione degli impianti e la tenuta occupazionale.

PIANO INDUSTRIALE IN RITARDO

Il punto centrale della protesta è però il piano industriale sottoscritto nell’aprile del 2024. Quell’accordo aveva rappresentato una svolta importante. Dopo una lunga vertenza, era stato individuato per Cassinetta un ruolo strategico all’interno del gruppo. L’Italia avrebbe dovuto diventare l’hub mondiale del “caldo”, cioè della produzione di forni, e il sito varesino avrebbe assunto una funzione centrale non solo sul piano produttivo, ma anche per progettazione, design e sviluppo dei nuovi prodotti. A distanza di poco più di un anno, però, i numeri raccontano una realtà diversa. Secondo quanto emerso dagli incontri con l’azienda, le produzioni previste per il comparto dei forni non stanno crescendo come atteso. Anzi, i volumi restano significativamente inferiori rispetto a quelli che avrebbero dovuto sostenere il rilancio dello stabilimento. È questo il dato che alimenta le maggiori inquietudini, perché senza una crescita delle produzioni rischia di indebolirsi l’intera architettura del piano industriale.

CASSA INTEGRAZIONE IN AUMENTO

Le conseguenze sono già visibili nelle fabbriche del “caldo”, dove la cassa integrazione continua a incidere sull’attività produttiva. I lavoratori vedono passare le settimane senza che il rilancio promesso si traduca in una ripresa concreta e temono che il progressivo calo dei volumi possa compromettere nel tempo la capacità produttiva del sito. A rendere ancora più delicato il quadro c’è la vicenda della fabbrica dei frigoriferi, che negli ultimi anni ha già pagato un prezzo elevato in termini occupazionali e organizzativi. Il mantenimento di questa produzione era stato uno dei risultati più significativi ottenuti durante la vertenza del 2024. Oggi, però, anche su questo fronte restano interrogativi aperti sulla piena occupazione e sulla capacità dello stabilimento di mantenere le produzioni necessarie a garantire stabilità. Non mancano segnali positivi.
L’azienda ha confermato l’avvio di un primo investimento da circa 2,1 milioni di euro per l’installazione di pannelli solari, un intervento che rappresenta il primo tassello degli investimenti annunciati.


FARE CHIAREZZA

Ma per i sindacati il tema non è soltanto quello delle risorse stanziate. La domanda è più profonda: quali sono le reali intenzioni del gruppo per Cassinetta? Quali produzioni arriveranno? Quale sarà il ruolo dello stabilimento nel medio e lungo periodo? Sono le stesse domande che hanno accompagnato il presidio davanti ai cancelli e che ora vengono rivolte direttamente alla proprietà.
Per i rappresentanti dei lavoratori non basta più richiamare il piano industriale firmato poco più di un anno fa, occorre dimostrare con fatti e numeri che quel progetto è ancora valido e che il percorso di rilancio non è stato accantonato. Da qui la richiesta, condivisa da sindacati, lavoratori e istituzioni locali, di fare piena chiarezza. Perché, come è stato ripetuto durante la manifestazione, il tempo delle attese sembra finito. E per il futuro di Cassinetta, oggi più che mai, è davvero «l’ora della verità».

Cassa integrazione: situazione stabile in Lombardia con l’anomalia di Varese

 

Tutti gli eventi

di agosto  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 10 Luglio 2026
Leggi i commenti

Galleria fotografica

Sciopero e manifestazione alla Beko di Cassinetta 4 di 31

Video

Sciopero alla Beko di Cassinetta, Fiom Fim e Uilm: «È arrivata l’ora della verità» 1 di 1

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.