E’ dolceamaro il commento dell’Unesco sul Sacro Monte

Splendidi i restauri, pessimo il trattamento dell'amministrazione pubblica, specialmente per quel che riguarda la sicurezza dei monumenti: questi i commenti "carpiti" alla delegazione in visita

Bello ben tenuto ma per niente preso in considerazione e preservato dagli enti pubblici, al contrario di quel che succede negli altri sacri monti piemontesi e lombardi: questo il quadro che i rappresentanti dell’Unesco in visita esplorativa a Varese per dare una prima valutazione alle richieste avanzate dal precedente Ministero della cultura di inserire il blocco dei sacrimonti della zona non solo tra i più importanti monumenti di turismo sacro, ma addirittura  tra i "patrimoni dell’umanità". 

A tracciare il quadro è uno dei varesini che ha accompagnato la delegazione, Riccardo Broggini, vicepresidente del consiglio di amministrazione del santuario: "Stamane abbiamo accompagnato una delegazione che ha l’incarico di esaminare tutti i sacri monti lombardi e piemontesi – come Oropa, Varallo e Ossuccio – per valutarne l’acquisizione come "beni di interesse dell’umanità" da parte dell’ente internazionale . A valutare effettivamente l’opportunità di inserirli in questo programma è una commissione presieduta da un professore polacco esperto in storia dell’arte e a mio parere anche di ambientalistica e da un gruppo di esponenti delle sovrintendenze della Lombardia e del Piemonte e da rappresentanti del ministero Italiano della cultura, da cui è nata la proposta"

Com’è andata?
"A mio parere molto bene. La Commissione mi è parsa favorevolmente impressionata soprattutto per quel che attiene il grado di eccellente restauro e conservazione. Mentre, per quel che ho potuto cogliere dai loro
scambi di opinione in inglese, mi sembra siano rimasti stupiti molto negativamente dalla possibilità di parcheggiare oltre l’arco alla prima cappella e, più in alto, all’altezza dell’albergo Montorfano. Un elemento di meraviglia per loro è stato anche il fatto che i restauri che lodavano erano stati realizzati pressocchè interamente dal consiglio di amministrazione del santuario e con l’aiuto particolare di monsignor Macchi, senza che le amministrazioni pubbliche garantissero alcuna sorveglianza che preservasse da danneggiamenti alle strutture. Come dicevo però hanno molto apprezzato il grado di manutenzione dei monumenti. il consulente polacco ha solo criticato l’eccessiva presenza degli alberi, che non fanno vedere le cappelle dalla pianura e rischiano di danneggiare le strutture".

Informazioni più o meno carpite, a quanto sembra, dalle conversazioni in lingua straniera: cos’hanno commentato ufficialmente per gli ospiti varesini?
"A noi si sono rivolti soprattutto per ringraziarci dell’ospitalità! hanno pranzato all’albergo sacro monte e non hanno potuto fare a meno di notare molto positivamente il panorama che si gode da lassù…. Espressamente, ci hanno dichiarato la bellezza dell’ambiente in sè. Per quanto riguarda il loro giudizio definitivo questo è non solo  imperscrutabile ma sicuramente lento: ci vorranno mesi prima di sapere qualcosa, poiché questa è una visita semplicemente di natura istruttoria"

Un giudizio che, tra l’altro, comprenderà tutti insieme i sacri monti della zona visitati, perchè questo è l’oggetto del giudizio. Ma si sono sbilanciati in qualche confronto tra il sacro Monte di Varese e gli altri monumenti visti?
"Ho percepito un confronto in questo senso: hanno notato degli squilibri speculari tra l’alto grado di manutenzione e restauro non comparabile con altri, che hanno trovato più "abbandonati" in questo senso, i quali però avevano dalla loro la presenza di un controllo garantito dalle pubbliche istituzioni. La possibilità di parcheggiare praticamente all’interno di un monumento li ha decisamente sconcertati". 

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Pubblicato il 28 Luglio 2001
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