Ventenne aggredito e minacciato sulla strada tra Albizzate e Quinzano: “Aveva un bastone e mi ha chiesto soldi”

La fuga è stata possibile solo grazie a un'auto di passaggio, i cui occupanti hanno finto di conoscerlo distraendo l'aggressore. Si tratta di una zona tristemente nota per il fenomeno dello spaccio boschivo

bosco notte

Una strada tra i boschi senza illuminazione, una torcia accesa per non inciampare e per farsi vedere dalle auto, una telefonata tenuta aperta con la fidanzata «per sicurezza». È lo scenario in cui un ragazzo di quasi vent’anni residente a Sumirago racconta di essere stato bloccato e minacciato, intorno alle 21.30, lungo il tratto che collega Albizzate e la frazione sumiraghese di Quinzano.

Il ragazzo stava tornando a casa a piedi giovedì sera dalla stazione ferroviaria di Albizzate lungo la strada boschiva. Il punto dove sono avvenuti i fatti è quello della curva vicina alla discarica di Quinzano, un’area che da anni compare nelle cronache per il fenomeno dello spaccio boschivo. Proprio lì, racconta, ha notato una persona con una torcia in mano: «Inizialmente ho pensato e sperato si trattasse dei carabinieri, che molto spesso in quella zona fanno i controlli, e che stesse impugnando una paletta segnaletica».

Avvicinandosi, però, si sarebbe trovato davanti a un uomo di circa trent’anni che gli puntava in faccia la luce del telefono e che stringeva un bastone di legno. Il ragazzo dice di aver tentato di tirare dritto, ma di essersi visto sbarrare il passo: l’uomo si sarebbe piazzato davanti a lui nascondendo il bastone dietro la schiena e iniziando a incalzarlo con alcune domande.

«Ho risposto con calma per non innervosirlo», scrive. Ma a un certo punto, secondo il racconto, l’uomo avrebbe alzato il bastone come per colpire e avrebbe iniziato a pretendere del denaro. Alla risposta negativa avrebbe insistito, frugando nelle proprie tasche alla ricerca di qualcosa e poi gridando verso il bosco, sbracciando, per richiamare qualcuno.

La situazione si è sbloccata per un caso: un’auto con a bordo tre persone si è affiancata e gli occupanti, intuita la scena, hanno finto di conoscere il ragazzo. «L’aggressore si è girato verso di loro e io ho approfittato di quel secondo di distrazione per scappare». Nella corsa verso casa, sostiene di essere stato inseguito per un tratto e minacciato a voce alta.

La fidanzata, rimasta in linea per tutta la durata dell’episodio, ha allertato immediatamente le forze dell’ordine. Anche il giovane, una volta al sicuro, ha chiamato i carabinieri, che gli hanno assicurato l’invio di una pattuglia.

Una zona che torna nelle cronache

Il tratto indicato nella testimonianza è a poca distanza dalle aree boschive tra Sumirago e Albizzate finite più volte al centro di operazioni delle forze dell’ordine. A gennaio i carabinieri avevano smantellato un bivacco utilizzato per lo spaccio nei boschi di Sumirago; nella primavera del 2025 un pusher era stato arrestato dopo un inseguimento nella stessa fascia di territorio, mentre a metà aprile un ventiduenne era stato fermato ad Albizzate, in via Turati, dopo essere fuggito a un alt: anche in quel caso il riferimento era agli acquisti nei boschi lungo via Kennedy.

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Pubblicato il 31 Luglio 2026
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  1. MACALONE
    Scritto da MACALONE

    Io abito in questa zona: più volte ho assistito a scene di spaccio ed ho sempre segnalato ai Carabinieri di Albizzate ciò che stava succedendo: sempre cortesemente rispondono “che invieranno una pattuglia.” Noi cittadini siamo stufi, questi spacciatori (ed i consumatori) DEVONO SPARIRE, con le buone o con le cattive: si aspetta forse il morto……


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