Pugni, cinghia e bastone: “Se denunci ti ammazzo di botte”, la Procura di Varese lo allontana da casa
L’uomo accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Scatta anche il divieto di avvicinamento alla persona offesa: non potrà state a meno di mille metri di distanza
Assunzione di alcol, gelosia, smanie di controllo. Il tutto mischiato a comportamenti violenti in grado di alzare ben oltre le soglie gli indicatori di pericolo per la reiterazione di quei fatti che stavano rovinando la vita di una donna di 43 anni. È per questo motivo che un quarantenne della provincia di Varese è stato sottoposto poche ore fa alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare dove viveva con la compagna, quasi coetanea, che, dopo l’ennesimo episodio e dopo essere finita in ospedale, lo ha denunciato.
Un quadro purtroppo speculare a quelli che si verificano in contesti caratterizzati da atteggiamenti che compongono un crescendo di parole e gesti violenti, capaci di trasformare una vita di coppia in un inferno per la parte soccombente.
Proprio come avvenuto nel recente episodio che vede un uomo, classe 1986, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’uomo non è stato arrestato, ma sottoposto al provvedimento urgente disposto dal pubblico ministero dell’allontanamento dalla casa familiare, quel pacchetto di misure che rientrano nel cosiddetto Codice Rosso**, introdotto nel nostro ordinamento sette anni fa.
E così è stato. L’elenco delle condotte è piuttosto fitto e comprende minacce di morte («Se chiami la polizia ti ammazzo di botte», «Ti ammazzo di botte se mi mandi in carcere»), percosse, pesanti offese, ferite con oggetti — oggetti che venivano anche distrutti, come suppellettili, utensili della casa o piccoli elettrodomestici — e addirittura coltellate alla parete dietro la quale si trovava la donna.
Prima della denuncia, che risale al 9 agosto e che la donna ha sporto dal pronto soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese ai carabinieri, vi era stato, sul finire di luglio, un accesso da parte della Polizia di Stato nella casa dove i due vivevano. Da quell’intervento era partita una prima segnalazione alla Procura.
C’è da specificare che la vittima, difesa dall’avvocato Corrado Viazzo, aveva in un primo momento mentito alla polizia arrivata nell’abitazione della coppia, riaccogliendo il compagno in casa. Un fatto raccontato successivamente ai carabinieri dopo l’accesso in pronto soccorso, dove era arrivata perché presa a pugni in faccia, colpita con una stampella e a cinghiate sulla schiena.
Dopo la denuncia è scattata, da parte del pubblico ministero, l’applicazione di un decreto di allontanamento urgente dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento a carico dell’indagato. La misura è scattata ieri, 10 agosto: l’uomo non potrà avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna a meno di mille metri, né fare rientro nell’abitazione.
Dopo l’accesso al pronto soccorso, i sanitari, nel raccogliere la denuncia della donna, hanno stilato una valutazione che, sulla scala di rischio DA-5*, identifica in 4 il livello di rischio di reiterazione.
* DA-5, cos’è e come misura il rischio di violenza
Il DA-5 (Danger Assessment-5) è uno strumento breve di valutazione del rischio utilizzato per individuare la possibilità di recidiva o escalation della violenza nelle relazioni di coppia, in particolare il rischio di aggressioni gravi o potenzialmente letali. È la versione sintetica del più articolato Danger Assessment ed è pensato per essere somministrato rapidamente, soprattutto in ambito sanitario e nei servizi che entrano in contatto con vittime di violenza.
Il questionario prende in considerazione cinque indicatori di rischio attraverso domande rivolte alla persona offesa, tra cui l’aumento della frequenza o gravità delle violenze, la minaccia di uccidere, la gelosia violenta e costante e altri comportamenti associati a un’elevata pericolosità dell’aggressore. In alcune applicazioni italiane la valutazione viene integrata con ulteriori indicatori, come l’accesso alle armi o precedenti episodi di strangolamento.
A differenza di una diagnosi, il DA-5 è uno strumento di screening: serve a riconoscere rapidamente una situazione che necessita di maggiore attenzione e di eventuali misure di protezione. Nel modello utilizzato in Italia, almeno tre risposte affermative agli indicatori previsti consentono di identificare un rischio di rivittimizzazione e di attivare una valutazione più approfondita.
** Codice Rosso, cos’è
Il Codice Rosso è la disciplina introdotta dalla legge n. 69 del 2019 per rafforzare la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Prevede una corsia investigativa più rapida per alcuni reati, tra cui maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale, stalking e lesioni aggravate commesse in determinati contesti. La polizia giudiziaria deve trasmettere senza ritardo la notizia di reato e il pubblico ministero deve assumere informazioni dalla persona offesa, di norma, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo specifiche esigenze di tutela. La normativa è stata successivamente rafforzata con ulteriori interventi legislativi.
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