Delitto Pezzotta: “Ha fatto tutto Volpe”
Per ild elitto pezzotta l'avvocato Cramis chiede l'assoluzione per Sapone e la derubricazione del reato, con il minimo della pena, per Elisabetta Ballarin. La sentenza probabilmente il 31 gennaio
Derubricazione del reato a concorso in occultamento di cadavere, o al più in concorso in omicidio colposo, con tutte le attenuanti del caso, il minimo dela pena anche per il reato di rapina compiuto in danno di uno spacciatore magrebino, e la cancellazione della premeditazione: queste le richieste dell’avvocato Francesca Cramis per la sua assistita Elisabetta Ballarin, implicata nell’uccisione di Mariangela Pezzotta. Per l’altro suo assistito, Nicola Sapone (foto in basso), l’avvocato Cramis ha chiesto l’assoluzione o, in subordine, la derubricazione a favoreggiamento, sempre in relazione al medesimo evento criminoso.
Per la legale non vi fu nessun ordine del gruppo di uccidere Mariangela Pezzotta, il che sarebbe provato dal fatto che Nicola Sapone quella notte non avvisò nessuno via telefonino di quanto accaduto: gli altri membri del gruppo non avrebbero saputo del delitto che il giorno dopo. Inoltre secondo Cramis Volpe, se avesse pianificato il delitto su ordini altrui, come sostiene, avrebbe benissimo potuto scavare in anticipo una fossa in cui far sparire il corpo, come fatto sei anni prima per Fabio Tollis e Chiara Marino. Volpe, da parte sua, ha sempre definito accidentale il colpo di pistola con cui ferì in modo gravissimo Mariangela Pezzotta nello chalet di Golasecca dopo la mezzanotte del 24 gennaio 2004, ma al tempo stesso asseriva di essere stato incaricato da Nicola Sapone di liquidare la sua ex, Mariangela, entro un mese al massimo dal Natale 2003.
Molto tecnica e complessa la ricostruzione del delitto da parte dell’avvocato Cramis, tutta tesa a screditare le dichiarazioni, a suo dire mendaci, di Volpe, dipinto come unico artefice del delitto, con una Elisabetta Ballarin plagiata e terrorizzata quale spettatrice ed un Nicola Sapone ignaro e a sua volta spaventato ad accorrere sul luogo del delitto alla chiamata dell’amico Volpe, tentando poi di calmarlo e disarmarlo… per tornarsene infine a casa, dopo aver consigliato di far sparire l’auto di Mariangela, come se nulla fosse accaduto. Secondo la legale sarebbe stato Volpe, drogato da un micidiale mix di eroina, cocaina e Tavor, senza sonno da 48 ore e completamente fuori controllo, a fare tutto praticamente da solo, incluse le badilate per finire Mariangela agonizzante, dicendole "Bastarda, perchè sei venuta?" secondo quanto riferito da Elisabetta. Secondo la ricostruzione della legale, la Ballarin e Sapone in un primo momento non si sarebbero neppure incontrati, lei nella serra, lui nello chalet. Circa Elisabetta, l’avvocato ha tratteggiato la figura di una vittima delle circostanze, una persona fragile, debole, plagiata e rovinata da un ragazzo di dieci anni più grande – Volpe, appunto. "Chiedetevi che differenza passa tra V.L. (ex fidanzata di Volpe ascoltata mesi or sono in aula), Mariangela Pezzotta ed Elisabetta Ballarin, tre ragazze rovinate dallo stesso uomo, Andrea Volpe" ha detto Cramis rivolta alla corte.
La prossima udienza, con le controrepliche delle parti civili, è prevista per il 31 gennaio: forse già in giornata si avrà la sentenza.
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