I fatti di Genova raccontati da Haidi Giuliani

L'associazione Ge2001 ha raccolto fondi, ieri sera, al circolo di Laveno 005 per poter continuare la battaglia legale

Alla cena-dibattito sui fatti di Genova, tenutasi ieri sera al Circolo 005 di Laveno Mombello, hanno partecipato in una cinquantina. Il tutto con un duplice intento: conoscere i fatti di quei giorni sconvolgenti del G8 di Genova nel luglio 2001 e finanziare il Social legal forum, un pool di avvocati che difende i manifestanti imputati di devastazione e saccheggio e accusa Polizia e Carabinieri di violenze decisamente sopra le righe al fine di reprimere una libera manifestazione di dissenso.
A quattro anni e mezzo di distanza c’è anche Haidi Giuliani, madre di Carlo unica vera vittima di quei giorni di scontri senza quartiere tra forze dell’ordine e manifestanti, a lanciare ancora il suo grido di dolore e di disperata ricerca della verità sugli eventi che hanno portato Carlo Giuliani alla morte per un colpo di pistola.

L’associazione GE2001 ha fatto il punto della situazione sui vari procedimenti in corso e ha mostrato un video che mette a nudo la mancanza di coordinamento tra Polizia e Carabinieri nella gestione dell’ordine pubblico. Un filmato di circa ventidue minuti ha messo in luce la totale confusione che regnava in via Tolemaide quando il corteo autorizzato delle tute bianche è stato, secondo i rappresentanti del Genova Social Forum, attaccato deliberatamente con lacrimogeni e armi irregolari come spranghe di ferro e bastoni. Utilizzando le comunicazioni radio tra questura e reparti schierati e tra centrale operativa dei Carabinieri e i battaglioni in città montati con le immagini di quegli stessi momenti, il video mostra l’altra faccia degli scontri che, a dire degli organizzatori, mostra la verità e scagiona i 25 manifestanti che stanno rischiando fino a 15 anni di carcere.

Haidi ha, poi, rincarato la dose definendo ingiusta la chiusura del processo a carico del Carabiniere Mario Placanica che ha materialmente sparato contro il figlio  in piazza Alimonda con l’archiviazione, annunciando la volontà di ricorrere in appello. Le sue parole, dette con una voce tremante e commossa, hanno scaldato la platea presente che ha  applaudito le sue parole e la sua ferrea volontà nel voler andare avanti. da quattro anni, infatti, haidi Giuliani gira l’Italia per far conoscere il caso di Carlo e degli altri ragazzi pestati a sangue nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz.

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Pubblicato il 25 Novembre 2005
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