Caravatese Inda, un 2005 ricco di soddisfazioni
Il settore giovanile e il Gran Premio sono stati i fiori all'occhiello della società del presidente Minervino
Autunno, nel ciclismo, è sinonimo di bilancio. Riposte le divise e messe per un momento le bici a riposo le società del pedale guardano alla stagione appena conclusa per trarre le indicazioni da mettere a frutto l’anno successivo.
A ciò non fa eccezione la Caravatese Inda, società ciclistica che si è ormai meritata un ruolo di primo piano, giungendo al vertice del ciclismo, non solo provinciale. Un lavoro da elogiare, lungo, senza soste che ha per protagonisti gli atleti, i dirigenti e gli sponsor gialloverdi.
La riprova sono i risultati: se il 2005 ha portato in dote buoni piazzamenti nelle corse (due vittorie, cinque secondi posti, cinque terzi e parecchi piazzamenti di valore come il secondo posto nel campionato Provinciale juniores e la partecipazione di alcuni atleti ai Regionali) non si possono dimenticare i traguardi raggiunti in campo organizzativo. La pista di allenamento per i giovani ciclisti intitolata all’indimenticato don Mario Sessa può essere ammirata da tutti ed è stata teatro di alcune sessioni tecniche importanti. C’è poi da ricordare l’allestimento di due manifestazioni di caratura internazionale e nazionale, come il Gran Premio Inda – Trofeo Aras Frattini e la gara nazionale femminile di Cittiglio Trofeo Alfredo Binda. Gare che hanno richiamato nomi di primo piano nelle diverse categorie, contornate da una decina di manifestazioni per il ciclismo giovanile.
Proprio il vivaio (foto in alto la formazione "giovanissimi") è un altro dei fiori all’occhiello della Caravatese, che ha nelle proprie fila ragazzi dai sette ai diciotto anni, un’altra unicità per il ciclismo bosino per la quale il presidente Mario Minervino e i suoi collaboratori possono andare a testa alta per avere dato al ciclismo varesino quanto di meglio una società ciclistica può offrire.
Un buon lavoro supportato dagli sponsor, su tutti la Inda, da anni una vera amica della "ciclistica" che abbina il proprio nome all’attività produttiva a un impegno costante negli anni. Accanto ad essa ci sono tanti collaboratori dal punto di vista economico che servono per portare avanti nel migliore dei modi la scuola di ciclismo che si è creata a Caravate.
Nel ciclismo moderno non ci sono soste e i dirigenti caravatesi nei mesi invernali sono continuamente al lavoro alla ricerca di nuovi ragazzi da inserire nel mondo delle due ruote, di sponsor per supportare l’attività e di volontari per seguire da vicino il mondo del ciclismo giovanile, il tutto in funzione dell’annata 2006 che si presenta ancora più intensa per i colori caravatesi.
La continua promozione nelle scuole ha portato in maglia gialloverde un buon numero di ragazzi dai sette ai dodici anni: categorie in cui l’importante è partecipare creando uno spirito di gruppo in funzione di un gioco quale dev’essere la pratica del ciclismo a questi livelli. I successi servono a creare entusiasmo e a dare modo di potere festeggiare sempre con il dovuto rispetto dell’avversario e nel segno di un’educazione sportiva che non deve mai mancare.La community di VareseNews
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