Edilizia e sanità, aumentano i frontalieri
Lo rivelano i dati dell’Ufficio federale di statistica. I bilaterali non hanno provocato alcun aumento massiccio del numero dei lavoratori stranieri
Secondo la nuova statistica dei frontalieri elaborata dall’Ufficio federale di statistica (UST), alla fine del 2004 in Svizzera erano attivi 174.700 frontalieri stranieri. Il loro numero ha registrato un incremento del 3,2 per cento rispetto all’anno precedente, mentre il numero totale degli occupati restava costante.
Nel corso degli ultimi cinque anni, la crescita più importante di lavoratori frontalieri è stata registrata nella Regione del Lemano (+49%). Seguono l’Espace Mittelland (+38%), il Ticino (+32%) e la Grande Regione di Zurigo (+30%). La Svizzera nordoccidentale segna unicamente una crescita moderata (+15%), la Svizzera orientale una praticamente nulla (+1%).
La stragrande maggioranza dei frontalieri è di sesso maschile (64%). Il Ticino si distingue con una quota di frontalieri di sesso maschile pari al 58 per cento, quota che corrisponde a quella rilevata per il totale degli occupati. Da cinque anni a questa parte tuttavia, tra i frontalieri si registra un aumento più marcato del numero di donne (+31%) rispetto a quello degli uomini (+26%).
Rispetto al totale degli occupati, la struttura per età dei frontalieri è caratterizzata da una sovrarappresentazione nelle classi di età intermedie: le persone tra i 25 e i 54 anni rappresentano infatti l’84 per cento dei frontalieri contro il 71 per cento delle persone occupate. Solo il 6 per cento dei frontalieri ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni (13% per l’insieme delle persone occupate) e il 10 per cento ha 55 o più anni (16%). Da cinque anni a questa parte si nota tuttavia un aumento dei giovani con un incremento dell’83 per centro nella classe d’età dai 20 ai 24 anni e del 44 per cento in quella dai 25 ai 29 anni.
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