Puntare sui giovani, così si può salvare il calcio dal doping

Parla Marco Franceschetti, ex-professionista che ha deciso di aprire una scuola calcio a Maccagno

Marco Franceschetti è nato a Milano, classe 1967, è cresciuto nelle giovanili del Milan di Capello  insieme a gente come Evani, Costacurta e Maldini, ovvero l’ossatura del Milan del Sacchi pigliatutto degli anni ’80. «E’ stata un’esperienza di quelle che ti segnano per sempre – dice Franceschetti – una vera scuola di vita». Poi un anno col Milan in serie A nella stagione ’85-’86. I primi anni da professionista li passa tra la serie B e la C1 poi il salto di categoria con il Padova dopo tre anni dalla serie B alla serie A. Nella stagione ’95-’96 e fino al ’99 la sua squadra è la Sampdoria. Ancora un anno a Verona e Marco è stufo del mondo del professionismo, decide di appendere le scarpe al classico chiodo ma non vuole abbandonare quel mondo che gli ha dato tanto e comincia a studiare per diventare allenatore. Ma il suo futuro è nella bella Maccagno, dove passa le vacanze da quando era piccolo e dove può trovare quella serenità che il frenetico circo del pallone ti toglie.

«Alla fine ho deciso di mettere in piedi un associazione che si chiama France Sport e aprire una scuola calcio a Maccagno – dice Marco – dove effettivamente manca un vivaio di giovani».

Perché, invece di allenare una squadra professionistica hai deciso di guardare ai giovani? «Per portare un messaggio positivo alle nuove generazioni dato che il mondo del calcio ad alto livello è sempre più sporco di fango».

Cosa ti ha lasciato quel mondo? «La voglia di ripulire l’ambiente dal doping e dai falsi miti del successo, donne e denaro partendo dai giovani».

Cosa provocano su di te i continui scandali nel mondo dello sport? «Amarezza e delusione che vorrei riscattare in qualche modo, nel mio piccolo».

 Perché proprio a Maccagno? «Ho scoperto questo posto come un posto di villeggiatura ma presto mi sono accorto che la ricchezza di strutture sportive e la predisposizione dell’amministrazione erano il terreno ideale per provare ad istituire una scuola».

Rimarrai sempre qui o hai altri sogni? «Intanto sto studiando per diventare allenatore di serie A  – conclude Franceschetti – ma conto di fermarmi da queste parti a lungo».

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Pubblicato il 11 Maggio 2005
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