«Io imprenditore, difendo la cultura del tessile»

Intervista ad Alfredo Codecasa, titolare della Mottana. «Insieme in corteo con i miei dipendenti»

In piazza, insieme ai lavoratori, c’era anche lui, Alfredo Codecasa, titolare della Mottana, tintostamperia di Legnano. Centossesanta dipendenti da tutelare e un’azienda da salvare. «In questa situazione non esistono più barricate, non c’è l’imprenditore e i lavoratori. C’è un interesse da difendere a tutti costi, ed è un interesse comune», spiega.
Non nasconde l’intenzione di combattere in prima fila dopo che per anni è stato testimone impotente di una crisi che avanzava a grandi passi.
«Il mondo imprenditoriale si è mosso in ritardo, un ritardo spaventoso che mi fa pensare ci abbia ridotto in una situazione quasi disperata. Alcune categorie di prodotti liberalizzate da anni sono scomparse dal mercato. Era un evidente segnale d’allarme che nessuno ha preso in considerazione e quando, il primo gennaio di quest’anno, è scaduto l’accordo Multifibre, tutti improvvisamente si sono resi conto che un settore importante come quello del tessile stava correndo grossi rischi. Ma l’esperienza non ha insegnato nulla?
Certo non aiuta il fatto che il mondo del tessile sia costituito da aziende medio-piccole che si muovo e agiscono in autonomia. Ci fosse stata collaborazione e coordinamento forse le cose ora sarebbero diverse».
Una battaglia assurda quella sull’etichetta, dice ancora Alfredo Codecasa, l’obiettivo cui puntare è un altro: ripristinare le clausole di salvaguardia, per dare il tempo alle aziende di studiare nuove strategie.
«Parliamo di cifre considerevoli: oltre ventimila richieste di cassa integrazione o mobilità, in pratica l’anticamera del licenziamento. In un settore, non dobbiamo dimenticarlo, che ha per anni dato un contributo sostanzioso all’economia del Paese. Eppure il governo si mobilita, studia soluzioni straordinarie per i seicento addetti di Alitalia o per gli operai della Fiat, mentre il tessile può aspettare».
E a subire le conseguenze della crisi, secondo Codecasa, saranno anche i “signori del lusso”: «Rappresentano solo il 4 per cento ma quando le aziende italiane saranno in difficoltà, da chi si faranno stampare i loro tessuti esclusivi?»


C’entra la concorrenza, c’entra il business ma non è questo, per l’imprenditore legnanese, il "cuore" del problema: «Il tessile – dice – è una cultura. I cinesi possono copiarci in poche settimane tutte le nostre macchine migliori, ma per acquisire la nostra cultura ci metteranno decenni. E noi dovremmo stare a guardare e buttare a mare anni di lavoro e di passione ?». Ecco perché il "signor Mottana" è sceso in piazza. Ed ecco perché ha invitato i suoi dipendenti a seguirlo. «Servono i fatti – dice – il tempo delle parole è finito».

 

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Pubblicato il 08 Marzo 2005
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