Aduc ai viaggiatori: «Per i biglietti Volare rivolgetevi alla compagnia»
Volare non è fallita, dicono dall'associazione dei consumantori, che spiega come tentare di ottenere i rimborsi
Biglietti Volare come carta straccia? No, almeno a detta dell’Aduc, una delle associazioni di consumatori che si stanno occupando dei rimborsi dei viaggiatori. «La compagnia Volare, il 10 dicembre, ha fatto sapere che "i biglietti emessi non sono piu’ utilizzabili e che non ha soldi per rimborsare, per cui i possessori di biglietti possono attivare le procedure di rimborso inoltrando le richieste al tribunale competente, quello di Busto Arsizio – dicono dall’Aduc – Informazione che ci sembra sbagliata, perche’ non ci risulta che, al momento, Volare Group sia fallita, o sia in amministrazione controllata o in concordato preventivo, ma c’e’ solo il tribunale che ha dichiarato il suo stato di insolvenza. Di conseguenza il Governo, modificando la legge a suo tempo fatta ad hoc per la Parmalat, ha nominato un commissario straordinario, Carlo Rinaldini, che entro un mese dovrebbe far conoscere le sue iniziative per evitare il fallimento della societa’. Quindi c’e’ un’amministrazione straordinaria».
Il tribunale di Busto Arsizio, interpellato dalla saessa associazione, ha fatto sapere che non e’ al momento sua competenza curarsi dei creditori.
Quindi l’Aduc invita ancora tutti i possessori di biglietto di procedere con l’invio seguendo le indicazioni di questo facsmile:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=99723 «e di non perdere tempo con richieste presso il call center di Volare che, ci
risulta, per chi ha presentato domanda per via telefonica, non rilascia
neanche un numero di riferimento della richiesta».
«Non sappiamo se la Volare Group abbia diffuso queste notizie per leggerezza
o con intenzione, e non ci interessa – dicono dall’Aduc – Mentre ci interessa, e molto, la sorte delle migliaia di consumatori che, da passeggeri che avevano pagato per un servizio, si sono visti trasformati in obbligazionisti a tasso sotto zero per prestare soldi alle casse presunte bucate di questa societa’».
Dall’associazione si auspicano «che il commissario straordinario, nel suo piano di ristrutturazione dell’azienda, tenga nel dovuto conto anche questi circa 8 mila consumatori (almeno quelli che hanno inviato una copia conoscenza della richiesta di rimborso alla nostra associazione) che hanno sborsato piu’ di 2 milioni di euro».
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