Centro dei dialetti: Rosa chiede chiarezza
Busto Arsizio – Tosi (ex-sindaco): un attacco strumentale e infondato ad un ente prestigioso come il Centro regionale delle culture e dei dialetti
«Sto assumendo tutta la documentazione necessaria per fare chiarezza». Sono le parole del sindaco Luigi Rosa, il giorno dopo la denuncia del centrosinistra sul «trattamento di favore» che il comune di Busto Arsizio riserverebbe al Centro regionale dei dialetti che ha sede ai Molini Marzoli di Busto Arsizio. Ed oltre alla documentazione Rosa oggi ha richiesto anche i pareri dei tecnici che chiariranno i termini che regolamentano il rapporto fra l’ente comunale e il Centro regionale dei dialetti e culture lombarde. Fino a quando le carte non saranno esaminate attentamente, da Palazzo Gilardoni non uscirà altro commento: parola di sindaco.
Ventimila euro ogni anno per la durata dell’intera convenzione (12 anni), l’utilizzo gratuito del primo e secondo piano mansardato della prestigiosa struttura dei Molini Marzoli, per finire con il personale del comune distaccato a lavorare per il Centro regionale dei dialetti lombardi: davvero troppo per i gruppi consiliari del centrosinistra che giovedì hanno chiesto al sindaco di ritirare la delibera e la convenzione che stabilisce questo patto di ferro con quella che è un’associazione privata, di cui fra l’altro è presidente l’ex-sindaco Gianfranco Tosi, mentre conta come presidente onorario niente meno che il senatur Umberto Bossi.
E fu propio l’ultimo atto amministratovo di Tosi a stabilire quello che oggi i Progressisti e la Margherita bollano come una iniziativa «iniquia e illegittima» rispetto alle altre associazioni che lavorano in città. La delibera, di cui si chiede a Rosa il ritiro, fu approvata dalla giunta Tosi il 9 maggio scorso. Durante la votazione lo stesso ex sindaco non era presente. Ma se la convenzione non è ancora stata firmata dall’attuale sindaco, l’associazione ha già la sua sede ai Molini Marzoli e due impiegati e un funzionario vi lavorano.
«La convenzione riguarda l’associazione – conferma Tosi – ma non c’è nulla di illegittimo in tutto questo e di esempi in città ce ne sono anche altri, come le associazioni o addirittura SpA che gestiscono gli impianti sportivi». Insomma nessuna differenza di trattamento per l’ex primo cittadino che considera la denuncia del centrosinistra infondata e strumentale. «Le opposizioni attaccano una iniziativa che dà alla città prestigio, non solo in ambito regionale – aggiunge – insomma un Centro che valorizza la cultura e le tradizioni di tutta la regione».
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