Il Parco del Ticino nell’obbiettivo di Samuela Cattaneo
La ricerca anticonvenzionale della fotografa racconta senza filtri la personale relazione con il territorio in cui vive, ritraendo la natura del Parco senza dimenticare la presenza dell’uomo e i segni del suo passaggio
Si chiama Sintesi multipla la mostra fotografica di Samuela Cattaneo presso il Centro Parco Ex Dogana Austroungarica. L’obiettivo fotografico dell’artista racconta senza filtri la personale relazione con il territorio in cui vive, ritraendo la natura del Parco Ticino senza dimenticare la presenza dell’uomo e i segni del suo passaggio.
La fotografa ha perfetta confidenza con la tecnica di ripresa fotografica: conosce l’importanza della luce, della prospettiva e degli effetti della saturazione dei colori. Tuttavia nella fase operativa non si perde nel tecnicismo ma si lascia portare dalle emozioni, riconoscendo all’istante un click ben riuscito.
Nelle multi-esposizioni in mostra, l’autrice combina tra loro scatti che apparentemente sembrano non avere legame. Elabora l’immagine in digitale come farebbe un pittore con la tela: ridimensiona le inquadrature a piacere, alterna il bianco nero a colori fluo, desatura a piacimento i colori, riallinea e oppone le linee compositive. Ogni fotografia esposta è il risultato della sovrapposizione di due, tre, a volte quattro fotografie diverse. L’artista mostra luoghi e prospettive diverse, a volte in antitesi e contrastanti tra loro, ma che si risolvono sempre in un dialogo armonioso grazie alla tecnica della multi-esposizione. I soggetti fotografati sembrano instaurare una nuova relazione, descrivere un paesaggio nuovo: allora non ci sono più argini tra il fiume e il bosco, né delimitazioni tra il sentiero e le via d’acqua. Per l’architettura di un monumento abbandonato la fotografa riserva la stessa attenzione che impiega nel ritrarre un amico in bicicletta, un albero attira la sua attenzione così come un palo della luce caduto.
Fotografando il Parco del Ticino, non ritrae la consueta immagine del paesaggio all’alba. La sua è una ricerca anticonvenzionale, che vuole portarci oltre la realtà sensibile. Allude a segni onirici, simbolici e surreali, scavalca ciò che è superficialmente visibile e ripropone sensazioni diverse che si svolgono nello stesso momento, senza una precisa definizione. La prospettiva è stata annullata nelle sue opere, la linea dell’orizzonte è sfumata via, nell’immagine non riconosciamo più primi piani o sfondi ma un’unica sintesi di molteplici visioni.
Negli scatti di Samuela Cattaneo c’è qualcosa che ricorda l’arte cubista: sarà perché la realtà naturale diventa quasi astratta oppure perché rinuncia alla rappresentazione dell’apparenza per scomporre i piani e ricostruirli in maniera sintetica, tutti nello stesso momento.
Alcune fotografie ci disorientano, annullano le nostre coordinate spazio-temporali e ci impediscono di riconoscere i luoghi e gli spazi. Questa sospensione è quanto mai necessaria perché ci aiuta a riflettere, a prendere, almeno per un momento, le giuste distanze. Può essere una pausa dove il perdersi in questa molteplicità, aiuta a ritrovarsi.
SINTESI MULTIPLA
Via De Amicis s.n. Lonate Pozzolo (VA) Fraz. Tornavento
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