Abusivismo e contraffazione preoccupano i commercianti
Terza edizione della Giornata della legalità organizzata da Confcommercio. Il 27% dei consumatori italiani nel 2016 ha acquistato almeno una volta prodotti illegali
«Nel 2016 il 27% dei consumatori ha acquistato almeno una volta prodotti illegali o ha utilizzato servizi offerti da soggetti non autorizzati, mentre il 72% dei consumatori pensa che acquistare prodotti illegali sia normale o utile per chi è in difficoltà». Le percentuali in genere riescono a mettere una distanza emotiva tra la realtà e le persone, ma le parole di Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, riportano i commercianti presenti alla terza edizione della “Giornata della legalità” nel pieno di una difficoltà che sta segnando questo tempo.
La ricerca presentata da Confcommercio entra nel dettaglio delle cause della crisi partendo dalle sensazioni degli stessi commercianti. È aumentato infatti la percezione di un peggioramento dei livelli di sicurezza, molto più nel nord est e nel sud Italia. È l’abusivismo (51%) la preoccupazione maggiore dei commercianti, a seguire i furti (47%), la contraffazione (44%) e le rapine (37%). Più contenute l’usura (16%) e le estorsioni (14%). Secondo i dati raccolti da Confcommercio, almeno un imprenditore su dieci ha subito minacce o intimidazioni, mentre uno su sette dichiara di conoscere altre imprese che sono state oggetto di minacce.
IL COMMENTO – «Questi fenomeni – spiega Sergio Bellani direttore di Uniascom – non creano problemi solo ai commercianti ma all’intera economia. La criminalità va limitata ad ogni costo e ognuno deve fare la sua parte perché spezzare anche un singolo anello della catena ha riflessi su tutto il sistema».
Secondo Confcommercio ci sono almeno due condizioni che vanno soddisfatte sempre, soprattutto per allentare la pressione psicologica esercitata da certe forme di illegalità in grado di condizionare pesantemente i consumi. «Le città e i centri storici – continua Bellani – devono garantire sicurezza e pulizia, cioè i due elementi fondamentali e primari per i consumatori. Una sicurezza visibile influisce sulla percezione del cittadino e quindi sulla sua tranquillità nel fare acquisti. La sicurezza però passa anche attraverso la certezza delle regole e della pena perché dove non c’è chiarezza la percezione ne risente. Allargando lo sguardo al Paese, invece, occorre che l’Europa ci venga incontro, perché con 4mila chilometri di coste è difficile intercettare tutti i flussi illegali di merci. L’Italia resiste perché è la culla delle eccellenze ma Bruxelles dovrebbe essere più generosa nei nostri confronti».
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