Anche a Varese gli albanesi scendono in piazza contro il resort del genero di Trump
La comunità albanese invita i concittadini a unirsi alla «seconda carovana della diaspora» per partecipare alle proteste in programma a Tirana il 4 luglio
Anche da Varese la comunità albanese invita i propri concittadini a partecipare alle proteste in corso da settimane nella capitale Tirana, che hanno visto migliaia cittadini residenti e della diaspora scendere in piazza contro il governo del primo ministro Edi Rama, accusato di favorire la speculazione edilizia da parte di investitori stranieri e oligarchi in località caratterizzate dall’alta ricchezza ambientale e paesaggistica.
La manifestazione – che ha preso il nome Rivoluzione dei fenicotteri – è scaturita con l’inizio dei lavori del nuovo resort di Jared Kushner (marito di Ivanka Trump: figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump) sull’isola di Sazan. Le prime proteste si erano concentrate nei luoghi del cantiere, ma dal primo giugno i cortei hanno cominciato a sfilare anche lungo le strade della capitale dell’Albania.
La comunità albanese di Varese si è riunita la mattina di domenica 28 giugno in piazza XX Settembre per invitare i concittadini a unirsi alla seconda «carovana della diaspora» e a partecipare alle proteste in programma il 4 luglio a Tirana.
L’obiettivo degli organizzatori è contribuire a creare un «raduno maestoso» nella capitale a sostegno dei «fratelli e sorelle» in patria che vivono questa situazione difficile.
L’iniziativa per gli organizzatori è anche il modo di sottolineare l’orgoglio verso le proprie origini e la propria storia, citando la «dignità dimostrata in 600 anni contro ogni invasore storico». Anche questo, un chiaro riferimento alla situazione attuale, vista da parecchi cittadini come una speculazione ai danni del patrimonio naturale dell’Albania e addirittura come un’occupazione da parte di figure di potere provenienti dall’estero.
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Questi manifestanti, che si preoccupano giustamente delle speculazioni edilizie del famoso in Italia Edi Rama, non hanno nulla da contestare al loro leader per avere garantito lo sfruttamento del proprio territorio per mettere in carcere persone che non hanno fatto nessun crimine? Capisco, che quella vergogna è ricompensata da noi italiani con parecchi euro, ma sempre di speculazione si tratta, e in quel caso va bene?