Moneta complementare, bustocchi a scuola di sardi e svizzeri
Il primo venerdì dell'innovazione organizzato dall'amministrazione ha visto protagonisti i creatori della moneta alternativa sarda, uno dei fondatori di Banca Etica e un professore della Bocconi
Se la moneta ufficiale gira lentamente si può ricorrere a quella complementare che gira più velocemente, resta sul territorio e permette lo scambio di beni e servizi anche quando la liquidità non c’è o non è sufficiente. A questo serve la moneta complementare al centro, oggi pomeriggio (venerdì), del primo seminario organizzato dall’amministrazione comunale finalizzato all’approfondimento di idee e politiche contro la crisi, un ciclo denominato "I venerdì dell’innovazione".
Questo primo appuntamento ha visto protagonisti i promotori del circuito Sardex.Net, il giornalista
Come funzionano i sardex
Non solo sardex
Insomma la moneta complementare crea un circuito virtuoso nel quale è possibile scambiarsi beni e servizi con una moneta che non è l’euro e non è nemmeno tangibile, saltando il circuito bancario (che effettivamente non la vede di buon occhio) e mantenendo l’economia ancorata al territorio. Una sfida che in Sardegna sta portando i suoi frutti: gli scambi in Sardex sono passati dai 300 mila euro del 2010 ai quasi 3 milioni del 2012. La platea formata da imprenditori e commercianti, qualche studente e amministratori locali ha ascoltato con attenzione questo primo seminario e ha rivolto ai relatori numerose domande ai relatori presenti.
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