Una serata per scoprire le origini di Castronno: dai celti al Medioevo
Grazie ad un nuovo libro si ripercorre le indagini svolte sui massi incisi scoperti, tra i quali spicca il Masso Altare, detto anche “Masso del Guerriero”
Venerdì 5 ottobre, alle ore 21, presso la sala polivalente del Comune di Castronno ci sarà la presentazione del libro di Fabio Luciano Cocomazzi intitolato “Le origini di Castronno. Dai Celti al Medioevo”.
Si tratta di un lavoro frutto dell’attività di ricerca svolta sul territorio dal Gruppo Archeologico Luinese, il testo ripercorre le indagini svolte sui massi incisi scoperti, tra i quali spicca il Masso Altare, detto anche “Masso del Guerriero”, in quanto su di esso spicca un incisione rupestre che sembra raffigurare un uomo pronto a combattere.
Il progetto, che ha ad oggetto lo studio numerosi resti della Torre di Monte Roncaccio, è stato articolato in più fasi per permettere alla cittadinanza una maggiore valorizzazione e fruibilità degli stessi. Infatti, dopo la ripulitura del muschio dal masso e dall’area circostanza, gli studiosi hanno effettuato un rilevamento delle evidenze sul masso, effettuando una compiuta ricerca, per suddivisione cronologica, delle incisioni e di altri segni artificiali, il tutto tracciando le coordinate geografiche e della quotatura dei massi.
Interverranno all’ incontro anche il sindaco di Castronno, Luciano Grandi, l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, Silvia Tres e il cultore ed Ideatore del progetto, Massimo Magnoni. “Il ritrovamento del masso con incisa una sagoma antropomorfa nei boschi di Castronno ha destato un notevole interesse sia tra i cittadini sia tra i componenti del Gruppo Archeologico Luinese – spiega il sindaco – in quanto si è potuta studiare l’area boschiva circostante, alla scoperta di preziose testimonianze del nostro passato. Il riconoscimento del “Masso del Guerriero” da parte della Soprintendenza dei Beni Archeologici della Lombardia, – continua – ha spinto l’Amministrazione a pubblicare questo libro con rappresentati i vari ritrovamenti con la descrizione degli antichi popoli vissuti sulle sponde dell’ Arno. Un ringraziamento – conclude il primo cittadino – va a quanti hanno contribuito alla sua pubblicazione”
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