Frontaliere licenziato perché chiede le ferie
Il lavoratore era dipendente di una ditta di autotrasporti. Roberto Pagano (Cisl dei laghi): «Mi ha contattato per sapere cosa fare. Non è la prima telefonata del genere che ricevo in questi giorni»
Un lavoratore frontaliere è stato licenziato perché ha chiesto le ferie. L’uomo, dipendente di una ditta di autotrasporti svizzera, si è rivolto dunque al sindacato italiano per sapere cosa fare. «Non ho potuto far altro che fargli aprire una procedura per la Naspi (indennità mensile di disoccupazione, ndr)» dice Roberto Pagano, segretario di fatto sul territorio della Cisl dei laghi in attesa che venga eletto quello nuovo.
«Non è la prima telefonata del genere che ricevo in questi giorni – continua il sindacalista -. I lavoratori frontalieri sono i più fragili in questa fase di emergenza e il sindacato deve essere pronto a dare risposte».
I frontalieri italiani in Svizzera sono circa 63mila (il dato risale al 2017), di cui quasi la metà viene dalla provincia di Varese, seguita da quelle di Como e Verbano Cusio Ossola. Questi lavoratori rappresentano una vera ricchezza per il territorio: valgono infatti oltre 73 milioni di euro di entrate dirette per i comuni di frontiera che incassano i ristorni. E al tempo stesso sono una risorsa indispensabile per l’economia d’oltrefrontiera.
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