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Generalizzare il giudizioin riferimento alla appartenenza etnica non è razzismo?

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25 Agosto 2010

Egr. Direttore

 
Sono sinceramente stremato dal seguire l’assai basso livello delle polemiche sul razzismo, periodicamente ripresentate a partire dai purtroppo ripetuti accadimenti di cronaca ed oggi legate alla "vicenda espulsione rom" (dalla Francia).
 
Non mi urge ora entrare nel merito e nei termini della vicenda specifica.
Vorrei pero’ sottolineare come a volte si seguano prese di posizione personalii e politiche che purtroppo prescindono da i riferimenti culturali e morali minimi acquisiti (si sperava) dalla cultura occidentale.
 
In qualsiasi vicenda (quindi anche in questa dei rom) attribuire ad un gruppo, una collettività, un etnia in quanto tale delle responsabilità che per la nostra impostazione culturale  e giuridica sono sempre ed esclusivamente di natura personale significa porre in essere un giudizio razzista.
Infatti generalizzare il giudizio (e l’azione conseguente) in riferimento alla appartenenza etnica o culturale non è razzismo?
Purtroppo vedo pero’ che nelle ripetute lettere di chi sostiene la scelta del governo francese (come anche in interventi su altre vicende) che questo "vizio" del ragionamento e’ e resta purtroppo soggiacente al giudizio sui fatti.
 
Vedo due ragazzi uno rom ed un italiano, due anziani, due giovani, due padri ecc… e non capisco perchè ascoltando o leggendo discorsi sulle  persone appartenenti alla comunità e cultura rom non riesca quasi mai a trovare un riferimento alla persona, appunto, alla diversità delle speranze dei problemi dei diversi percorsi e trovo invece sempre o quasi la generalizzazione del giudizio: "i rom sono …", "i rom fanno", "la colpa dei rom" … ecc….
Prescindendo da ogni diferrenziazione, annientando la persona, il giudizio diviene un marchio collettivo della comunità, e questa è proprio la base ideologica e filosofica  del razzismo. Di ogni razzismo.
Forse dovremmo tornare a meditare su queste cose, a costruirci dei riferimenti etici e sociali saldi, prima di abbandonarci a giudizi troppo facili e superficiali.
Se il Sig. Gelosia si sentisse indifferentemente e totalmente ricompreso senza sfumature nel giudizio  (negativo) su : "gli italianio sono …", gli italiani fanno …"  "la colpa degli italiani …"   non si sentirebbe di ribellarsi a questa ingiustizia?
R. F.

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