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«Insegnanti cancellati dalla graduatoria senza saperlo. Spiegateci il perchè»

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29 Settembre 2005

A: MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ
E DELLA RICERCA SCIENTIFICA
Dott.ssa Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti

P.c.: CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI – VARESE
VARESENEWS ON LINE

Signor Ministro, mi permetta di raccontarLe la storia di un’insegnante di Scuola Materna, in possesso di abilitazione all’insegnamento e regolarmente iscritta (almeno così credeva fino a un paio di mesi fa) alla graduatoria provinciale “permanente” per l’assunzione di insegnanti di ruolo nelle scuole della Provincia di Varese.
La nostra protagonista lavora da anni negli istituti privati, fatto questo che se, da un lato, le ha sempre garantito la sussistenza economica, dall’altro le impedisce di frequentare assiduamente gli uffici dell’ex Provveditorato (aperti in orari limitati e più funzionali ai dipendenti che all’utenza) per tenersi aggiornata sulle modifiche (continue) della normativa che riguarda gli insegnanti.
E’ così avvenuto che, la scorsa primavera, non si è recata ad aggiornare la sua posizione nella graduatoria provinciale per l’assunzione degli insegnanti di scuola materna, nella convinzione che la stessa, formata nel 2004, avrebbe avuto validità per due anni.
Questo aveva saputo dai competenti Uffici.
Ma evidentemente il nostro paese non brilla per affidabilità, infatti ha poi scoperto, purtroppo a termini ampiamente scaduti, che qualcuno aveva mutato parere: la graduatoria era stata aggiornata con i dati di chi si era dimostrato evidentemente più informato (e più smaliziato di fronte ai capricci delle pubbliche amministrazioni).
Non solo. Contro ogni logica e contrariamente al passato, chi non aveva depositato tempestiva domanda era stato letteralmente cancellato dalla graduatoria non comparendo più neppure con il vecchio punteggio. In poche parole: chi ha saputo ha saputo e al diavolo gli altri.
Tutto ciò si sarà certamente svolto nella piena legalità formale, tanto amata in questo nostro paese dalla abnorme produzione normativa però, mi scusi, da cittadino (e da marito della sfortunata protagonista) io non capisco.
Non capisco perché un’Amministrazione Pubblica dica agli aspiranti insegnanti che la graduatoria del 2004 resterà in vigore due anni, salvo poi smentire tutto quanto pochi mesi dopo.
Non capisco perché da una graduatoria che si chiama “permanente” vengano estromesse persone che vi si trovavano legittimamente inserite.
Non capisco perché, beffa nella beffa, ora ci venga detto che questa graduatoria resterà in vigore per i prossimi due anni senza possibilità di rimedio per chi non ha saputo del “ribaltone” normativo.
Mi perdoni sig. Ministro, ma certo è difficile sfuggire all’impressione di trovarsi di fronte al solito, farraginoso ingranaggio burocratico utile e comprensibile solo ai “ben informati” o “ben introdotti”.
Mia moglie avrebbe dovuto frequentare con più assiduità gli uffici del C.S.A., magari usando giorni di ferie? Avrebbe dovuto iscriversi ad un sindacato per venire costantemente informata? Può essere.
Certo è, però, che l’immagine di efficienza, di concretezza e di sburocratizzazione che il Suo Governo voleva dare, crolla miseramente, almeno agli occhi di chi ha avuto la disgrazia di incappare in questo bailamme di decisioni contraddittorie e comunicazioni inefficaci.
Prima di scriverLe questa lettera ho appurato che mia moglie non è l’unica sprovveduta rimasta ignara di quanto accadeva. Le garantisco che, solo nella nostra cerchia di amicizie, ammontano ad una ventina le colleghe rimaste “fregate” (mi perdoni il termine). E’ facile calcolare che nella sola provincia di Varese siano almeno un centinaio. Quanti saranno in Italia?
Centinaia di insegnanti, perlopiù dipendenti di istituti privati in cui hanno acquisito professionalità e conoscenze (ma dove non vengono certamente informati sulle possibilità di passare alla “concorrenza”), ai quali questo modus operandi ha impedito di accedere ad una collocazione cui legittimamente aspiravano, superati da concorrenti che avrebbero avuto meno titoli dei loro.
E la Scuola, cosa ci ha guadagnato? Se le graduatorie hanno un senso -ed evidentemente per il Ministero ne hanno- la posizione più elevata corrisponde ad un più elevato livello di merito del candidato. Ovvio quindi che l’estromissione di centinaia di persone dalle liste, con lo scorrimento verso l’alto delle rimanenti, ha provocato la conseguente assunzione di insegnanti meno “meritevoli” rispetto ai potenziali concorrenti. Quale impresa utilizzerebbe un sistema così assurdo? Dov’è finita la ricerca dell’eccellenza?
Francamente sono piuttosto disilluso sulla possibilità che questa mia possa sortire qualche effetto (non so neppure se sarà mai portata alla Sua attenzione), ciò nonostante Le chiedo di adoperarsi affinché gli effetti di questa iniqua situazione non perdurino oltre l’anno in corso.
Credo che almeno questo gli insegnanti e la Scuola nel suo insieme se lo meritino.

Grazie e buon lavoro

P.S.: Con l’occasione faccio presente che anche del tanto decantato “orientamento all’utenza” non c’è traccia, quantomeno nell’Ufficio Concorsi del C.S.A. di Varese dove un’annoiatissima impiegata mi ha dato le informazioni sulla cui base oggi Le scrivo, rispondendo a monosillabi senza praticamente alzare gli occhi dalla sua scrivania e continuando a strappare, con lentezza disarmante, fogli di carta tratti da una serie di raccoglitori. Espressione vivente dei peggiori luoghi comuni sui dipendenti statali.

lettera firmata

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