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“La gentilezza è una forma di eleganza. Rispetta chi ti ascolta e si prende cura di te”

Varese - terapia intensiva Covid - foto di Maurizio Borserini
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27 Febbraio 2024

Caro direttore

quelle che ho scritto nel titolo («La gentilezza è una forma di eleganza. Rispetta chi ti ascolta e si prende cura di te») sono le parole appese sulla porta di ingresso della Terapia Intensiva Generale dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese e questa non è una storia a lieto fine, ma ciò non significa che non se ne debba parlare.

È una semplice lettera di ringraziamento verso dei protagonisti che non verranno elencati per ordine di importanza, ma solo per una semplice e pura cronologia.

GRAZIE ai volontari dell’SOS della Valbossa di Azzate che sabato 10.02.2024 hanno iniziato il turno soccorrendo il nostro papà.

GRAZIE al personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese che, nonostante una situazione paradossale di pazienti e parenti impazienti in coda, si è subito prodigato per prestare le prime cure.

GRAZIE al personale medico e paramedico della Terapia Intensiva Generale dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese. In quindici giorni di nostra presenza in reparto, abbiamo visto con i nostri occhi come il paziente non venga considerato solo un malato da curare, ma una persona. Tempismo, professionalità e gentilezza non sono mai mancati fino all’ultimo istante.
Anche le comunicazioni non certo belle da dare ai parenti, sono sempre state spiegate con una sensibilità e delicatezza che non è certo facile applicare in questi momenti.

GRAZIE al Dott. Fiorenzo Membrini, un grande medico, ma soprattutto un grande Amico.

GRAZIE alla Dott.ssa Annamaria Quaranta. Una dottoressa che per anni ha seguito e consigliato le migliori cure per una persona malata e fragile come nostro papà.

GRAZIE al Dott. Franco Pavesi che con la sua esperienza e professionalità ci è sempre stato accanto.

GRAZIE alla Dott.ssa Eleonora Calcaterra che con discrezione ci ha seguito e supportato in queste settimane complicate.

È infine GRAZIE alla nostra Mamma che con tenacia e dedizione, ci ha permesso di avere il nostro papà accanto ancora per tanto tempo dopo la prima diagnosi malefica di circa 20 anni fa non facendogli mai mancare attenzioni e cure.

Alessandra e Riccardo Pavesi

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