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Mobilità pubblica a Busto Arsizio

Busto Arsizio Tour 2022 - Luoghi
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22 Giugno 2026

Gentile Redazione,

Mi collego alla lettera recentemente inviata da un lettore riguardo alle piste ciclabili.
Premettendo che sono assolutamente favorevole alle ciclabili e, come il lettore, sono convinta siano da riconsiderare in un’ottica di sicurezza e continuità per chi può usufruirne, onde evitare di essere falciati  non appena il tratto di pista improvvisamente termina nella carreggiata carrabile, desidero condividere una riflessione su che cosa si intenda per mobilità sostenibile.
Se per sostenibile si intende solo “non inquinante”, l’utilità diventa riduttiva, si limita cioè alle persone che possono spostarsi in bicicletta, in monopattino o a piedi.
Tutto ciò non tiene in considerazione molteplici categorie di persone, cioè chi è anziano, chi ha patologie, come problematiche cardiache, polmonari, scheletriche e muscolari, che impediscono di spostarsi per tratti medio lunghi, le madri con bimbi piccoli che devono usare carrozzine o passeggini, le persone con disabilità fisiche o intellettive ed i loro accompagnatori.
Dobbiamo inoltre considerare che il clima nella nostra zona sta diventando poco adatto agli spostamenti in bicicletta in molti momenti, ad esempio in queste estati sempre più torride.
Occorre quindi prevedere, in una delle zone più inquinate d’Europa come la nostra, un sistema di mobilità pubblica che sia, oltre che “sostenibile”, cioè che permetta di ridurre le emissioni dei gas di scarico, “di sostegno” per i cittadini fragili.
L’unica vera soluzione che può essere incisiva per ridurre l’inquinamento è una rete efficiente di autobus, capillare, ben segnalata, puntuale, di frequente passaggio. In altre parole degna di una città come Busto Arsizio, che conta ormai oltre 84.000 abitanti, la più grande città non capoluogo (forse ancora per poco, a quanto si legge) della Lombardia.
Andare in ospedale da Sacconago con un autobus al momento richiede anche 30 minuti, a seconda dell’orario e senza contare i tempi di attesa (un autobus passa ogni 30 minuti circa) e gli spostamenti a piedi verso le fermate (che potrebbero essere implementate), da Borsano anche 50 minuti, da via Genova, Santi Apostoli, ci si impiega meno a piedi, ma naturalmente non tutti possono permettersi una camminata di 20 minuti attraversando il cavalcavia dei 5 ponti.
Busto anela a diventare capoluogo di provincia ma non lascia scelta ai suoi cittadini che non possono spostarsi a piedi o in bicicletta, se non quella di utilizzare l’automobile.
Riflettiamo su questa mobilità dolce, sostenibile o come la vogliamo chiamare ma non nascondiamoci dietro ai termini: i cittadini hanno bisogno di spostarsi e sono certa che gli autobus, se giustamente proposti non viaggeranno più quasi completamente vuoti,come ora accade, e riusciremo a ridurre significativamente gli ingorghi e l’inquinamento.
Cordialmente
Chiara De Bernardi

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