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Mondiali, che affronto spietato alle “viscere” del popolo italiano

gerry varie
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26 Marzo 2022

Che affronto spietato alle “viscere” del popolo italiano, per antonomasia un vero e proprio “esercito” di calciofili. Sarà dura assistere per l’ennesima volta da spettatori neutrali alla competizione sportiva più importante del  mondo!

Certo due mancate qualificazioni consecutive ai mondiali, non proprio contro avversarie irresistibili, prima nel 2018 con la Svezia e poi qualche giorno fa con la tenace ma dilettantistica Macedonia del Nord, hanno dell’incredibile, almeno statisticamente parlando. Non ci sono precedenti, a parte nel 1958 e 16 anni dopo in Germania. Inoltre, non vorremmo dimenticare le prestazioni assai deludenti dei due ancora precedenti mondiali, quello del 2010 (in cui perse con la non quotata Costarica) e il successivo del 2014 (sconfitta nel match decisivo con l’Uruguay), durante i quali l’Italia uscì ingloriosamente al primo turno.

Insomma sono quasi vent’anni che l’Italia mondiale fallisce clamorosamente. Anche, a questo proposito, vorrei rimembrare che dalla mancata qualificazione del 1974 in poi, gli azzurri hanno sempre “onorato” il calcio arrivando a disputare quantomeno gli ottavi di finale…

Colpa degli stranieri che ormai popolano in toto i club di serie A (361 stranieri attuali corrispondenti al 64% complessivo? Questa risposta non spiegherebbe il disastro italiano negli ultimi 12 anni delle competizioni internazionali per club, che non hanno assegnato un trofeo di Champions league all’Italia.

Colpa allora dei settori giovanili poco valorizzati? Di vivai che non hanno visto negli ultimi 3 o 4 lustri emergere figure di spicco e di grande valore, come alcuni esperti sostengono? O forse del presunto sacrificio, come è visto da non pochi presidenti dei club calcistici della  massima serie?

E’ difficile dare una risposta, ma è come se mancassero l’adrenalina giusta, il “fiato sulle gambe”, quella padronanza e precisione nel tiro e nel palleggio che, in passato, nelle circostanze che davvero contavano, si facevano notare e con quali risultati.

Mah… nel frattempo rivedo, però, con grande nostalgia, attraverso un tuffo nel passato a quarant’anni di distanza, l’esultanza del presidente Pertini e rileggo il suo labiale “sono tre, ormai non ci prendono più…”.

Claudio Riccadonna 

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