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Povera Varese una città dormitorio?

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9 febbraio 2019

Da varesino vorrei comprendere cosa si puo’ fare perche’ questa citta’ rinasca a nuova vita.
Come può’ essere successo che dopo i fasti del Liberty, Varese luogo di villeggiatura privilegiata dei “milanesi”, il luogo della prima ferrovia elettrificata, della prima autostrada d’ Italia, le funicolari, il tram fino alla prima cappella… oggi la città’ sia caduta cosi’ in basso?
Entrare in citta’ dall’autostrada e’ quasi sempre motivo d’ arrabbiatura e perdite di tempo inenarrabili, la sporcizia lungo la bretella la fa da padrone, si sta costruendo un supermercato proprio laddove dovrebbero essere state fatte scelte opposte di scorrevolezza per eliminare imbuti e strozzature nel traffico.
Purtroppo si procede a tentoni.
Un parcheggio sotterraneo da 1000 posti a tariffe assolutamente accettabili per un centro citta’ (parcheggiare l’intera giornata costa 8 euro) ha sempre posti e quindi il parcheggio in centro non e’ un problema cosi’ grave da farci spendere 6 milioni di euro per costruirne un altro da 320 posti tra gli applausi dei politici (tutti) per poi cercare i denari per asfaltare le strade con la messa in vendita a prezzi da saldo dell’ex ufficio di igiene.
E pensare che la proposta e relativi investimenti privati (2 milioni di euro) per rendere questo fabbricato un moderno museo c’era. Oggi lo si vuole svendere (con poche speranze) a poco più’ di 700 mila.
La latitanza dell’amministrazione comunale ha spinto altrove chi desiderava investire in questo.
La Torre civica, malgrado le promesse di  apertura alle visite, continua ad essere un miraggio per chi volesse godere del panorama cittadino dall’alto.
Il Sacro Monte e la Schiranna, la zona pedonale, sono luoghi che qualunque citta’ ci invidierebbe, ma sono degradati, non si investe un soldo per riqualificarli.
L’ assessore all’ urbanistica qualche giorno fa ha dovuto esclamare “serve una task force”. Serve, certo.
Ci siamo abituati agli annunci… ma non ai fatti.
Il Campo dei Fiori malgrado dei privati abbiano acquistato il Grand Hotel non vede il minimo impegno da parte dei politici cittadini come se il tema della riattivazione della funicolare, della fruibilita’ della nostra montagna non fosse affar loro.
Il successo del grand hotel e’ arrivato ma… come perfetta ambientazione di un film horror.
Due cinema storici come il Politeama ed il Vittoria che con interventi mirati potrebbero riaprire i battenti come sale polivalenti sono chiusi da piu’ di un decennio.
Villa Mylius e l’ accordo con la fondazione Marchesi per la sua riqualificazione e di la’ da venire.
C’e’ chi si oppone per motivi “ideologici” e la villa muore.
Il mercato che da anni “deve” essere trasferito in piazza Repubblica?
La caserma? Solo un telone dal costo superiore ai 50 mila euro campeggia sulla sua facciata con la scritta “Varese riparte”.
Ma quando ripartira’? Se non arriveranno i famosi 18 milioni di euro dal governo che fine fara’ la riqualificazione del circondario delle stazioni?
Per intanto invece di ristrutturare e rendere sicuri i sottopassaggi si pensa, più’ facilmente, e’ meno impegnativo per le menti, di chiuderli definitivamente.
Non bastano cento metri di ciclabile nel deserto e 2000 posti auto a pagamento in piu’ per pensare che l’operato dell’ attuale giunta sia positiva.
Il voto alla giunta Galimberti e’ un bel 4.
Rimandati a settembre.
L’importante e’ che non gettino la spugna ma ripartano con energia… con amore per il far bene… partendo dalla pulizia, dalle manutenzioni, dall’ allargamento immediato della zona pedonale alle vie Robbioni, Del Cairo, Carrobbio.
Varese va vissuta.
Si organizzino iniziative tutti i fine settimana a partire dalla primavera.
Perche’ non valutare di istituire una Ztl (chi transita con l’ auto in piazza Monte Grappa paghi) ?
La serata coi negozi aperti e gli sconti per chi acquista durante la serata “speciale” di Varese e’ auspicabile cosi’ come avviene con successo da anni il giovedi’ a Busto Arsizio.
Forza, svegliamoci.
Varese e’ bella ma senza entusiasmo da parte di tutti ed impegno, in primis da parte dei politici, diventera’ definitivamente una citta’ dormitorio.
Non puo’ succedere, non deve succedere ad una citta’ che viene raggiunta facilmente da un treno che in 35 minuti da Malpensa (nel 2018 vi sono transitati piu’ di 24 milioni di passeggeri) puo’ portare chiunque in pieno centro citta’.
Iniziative, pubblicità’, pacchetti dedicati per turisti, un piccolo corner a Malpensa…
si puo’ fare molto, non si fa nulla.
Dopo quasi tre anni e’ il momento che la giunta Galimberti si metta in moto.
Ma non invitando Beppe Sala (come successo ieri sera) a promuovere un suo libro ed a parlare dei “massimi sistemi”… ma per parlare magari di collegamenti ferroviari tra Varese e Milano.
Cadorna in 20 minuti… questa deve essere la vera sinergia da creare con Milano. Collegamenti rapidi ed efficienti: il primo passo verso il futuro… anche di Varese.

Mauro Gregori ex consigliere di maggioranza

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