Siniscalco ha pagato per essersi messo contro Fiorani e Fazio
22 Settembre 2005
Egregio Direttore,
incredibili e irresponsabili sono le dichiarazioni del deputato Volontè.
Dopo l’attacco dell’UDC (“una finanziaria da riscrivere dalla prima all’ultima riga”) con l’esplicita richiesta di ancor maggiori cedimenti elettoralistici, il ministro Siniscalco ha (finalmente) considerata colma la misura e ha sbattuto la porta.
Meglio tardi che mai.
Paga per un minimo di coerenza e per un tardivo sussulto di dignità. E per non voler essere ricordato come il ministro che, per colpe in gran parte dovute al suo collega Tremonti, ha portato l’Italia a un deficit record accompagnato da una crescita zero.
Ma paga anche per essersi messo contro il Governatore Fazio e quindi contro Fiorani, l’uomo che ha messo all’incasso le cambiali firmate dalla Lega per evitare la bancarotta della banchetta padana.
Siniscalco, vittima di una guerra per bande di cui forse stiamo solo vedendo l’inizio, ha delle colpe evidenti.
E la prima é quella di aver accettato di fungere da copertura tecnica ad una politica fatta solo d’immagine e di vuote promesse.
Ma Siniscalco ha soprattutto la responsabilità di essere rimasto su quella poltrona per quattordici mesi, durante i quali il capo del Governo ha ulteriormente fatto tesoro di un conflitto di interessi sempre più stridente e ha addirittura posto le basi per soluzioni politiche ai problemi giudiziari suoi e dei suoi sodali.
Mentre la Lega ne ha approfittato per proseguire indisturbata in una politica di consapevole distruzione della nostra Repubblica.
Siniscalco lascia il nostro paese in una pesante situazione economica e incapace di agganciarsi a quella ripresa europea di cui stanno beneficiando la Germania, la Francia e le altre nazioni dell’unione.
L’unica nostra ancora di salvezza – in una situazione che rasenta il dramma – é l’euro, la moneta tanto disprezzata da una becera propaganda leghista, orchestrata per giustificare un’ottusa politica xenofoba e per cercare di coprire, agli occhi dei più sprovveduti, le corresponsabilità in un governo che si è dimostrato incapace di gestire questo cambiamento..
Senza l’euro oggi i nostri tassi d’interesse e il costo dei nostri mutui sarebbero alle stelle. E il debito estero, e la bolletta energetica, ci avrebbero già portato al fallimento.
Almeno questo ci ripaga per tutti i sacrifici che abbiamo consapevolmente accettato di fare, con Ciampi e Prodi, per permettere al nostro paese di entrare in quell’Europa che permette oggi ai nostri figli di guardare comunque con speranza ad un futuro sereno.
E speriamo che questo metta per sempre a tacere una propaganda isolazionista volgare quanto irresponsabile.



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