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Un decreto scaldacuori che puzza di bruciato. Aspettiamo ad appaludire

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21 Settembre 2026

Si perde il federalismo , la libertà dei Comuni di frontiera e si applaude con il beneplacito della Lega.

Potrebbe sembrare una bella giornata di autunno, con il sole che scalda i cuori dei nostri amministratori di confine e fioccano plausi per il nuovo decreto governativo. La gente ride felice con un caro carburante che impazza, però adesso il governo stanzia fondi

Ma questo è un decreto scaldacuori ?

Per carità, aspettiamo la pubblicazione in Gazzetta del decreto, ma intanto le notizie che filtrano dalla stampa sono queste. : .

Il fondo ristorni sale da 89 a 108 milioni. Ma i Cantoni ne hanno diritto a 128: il 108 è l’84,4%, e 20 milioni (15,6%) restano a Roma che la fa da padrona, direbbe qualcuno ( un tempo forse). Del taglio ipotizzato, 39 milioni, ne sono stati recuperati 19. Quindi Comuni di frontiera perdono fondi rispetto a quelli previsti.

Prima i Comuni incassavano i soldi dai Cantoni svizzeri e decidevano come spendere, e ne rispondono solo agli elettori.Adesso accade il contrario. L’importo lo fissa il Ministero. La destinazione la fissa la legge di bilancio: tetto del 50% alla spesa corrente, priorità alle crisi aziendali, soglia frontalieri/popolazione alzata dal 3% al 4%..

Il Comune non decide, esegue le direttive centrali,. Alla faccia !.

Le conseguenze sono contabili. Un’entrata vincolata non paga la bolletta del municipio né la sistemazione delle buche sulle strade. In più se le somme non vengono impiegate, restano congelata nel risultato di amministrazione. Il Comune si ritrova con vincoli in abbondanza e cassa in difetto. I Comuni non possono utilizzare questi fondi per le spese cosiddettte correnti come accadeva prima.

I 2,5 miliardi che restano alla Regione: meglio che a Roma per carità, , ma non ai Comuni, che sostengono i costi di strade, scuole e servizi. Ed è destinato soprattutto ai salari, con priorità definite dall’alto. È regionalismo, non federalismo municipale.

Il Ticino ha sospeso in via cautelativa oltre 50 milioni di franchi. Se chi paga per compensare i Comuni vede il denaro dirottarsi altrove, farà diventarei blocchi di questi importi una malsana abitudine. Ciò significa per i Comuni di frontiera meno possibilità di occuparsi delle spese del territorio.

Il federalismo lascia decidere al sindaco. Qui decide lo Stato, e lo chiama federalismo.

Dunque un vero e proprio passo indietro rispetto al federalismo, ma scusate, perché applaudite ?

Siamo in campagna elettorale ? E intanto il carburante sale a livelli mai visti e Roma gioca con quelli che sono spiccioli per il governo ma grandi somme per i piccoli comuni.

Io non applaudo, aspetto con calma……

Con preghiera di pubblicazione

Furio Artoni

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