Il trucco dei pendolari. Abbonamenti dal Piemonte per risparmiare

Viaggiare da Castelletto Ticino a Milano costa 7 euro al mese in meno che da Gallarate. Come mai? Paradossi del federalismo

Come praticarsi l’autoriduzione dell’abbonamento e vivere felici. Non è istigazione a delinquere, è un semplice trucchetto perfettamente legale che permette di partire e risparmiare qualche soldino. L’abbonamento mensile da Gallarate a Milano costa infatti 55,5 euro. Ma se l’utente fa la tessera da Castelletto Ticino (Piemonte) a Milano il costo scende invece a 48,55 euro e vale per tutti i viaggi tra Gallarate e Milano. 

 

 

 

 

I benefici di questo escamotage sono ben conosciuti da un certo numero di pendolari che ogni mattina affollano lo snodo ferroviario gallaratese. Qualcuno lo utilizza già da un paio di anni, magari facendosi spedire a casa il biglietto per posta dopo averlo acquistato on-line. Altri invece, più scettici, credono che si tratti solo di una leggenda metropolitana, ma leggenda non è. 
E la sa bene anche la società Trenitalia che fornisce il servizio. «Chiaramente non abbiamo mai pubblicizzato questa possibilità, che però è reale» spiegano. 

Ma dove sta la spiegazione di questo bizzarria. E’ semplice. Trenitalia ha un contratto di servizio con le regioni. In particolare, Piemonte e Lombardia hanno la responsabilità di programmare la politica dei trasporti: numeri di utenti previsti, tratte, tutte le necessità del sistema insomma. Così’ anche la politica tariffaria è decisa dalla Regione.
«Può capitare – spiegano da Trenitalia – che vi siano delle tratte a cavallo tra due Regioni. In questo caso dovremmo mischiare i due contratti di servizio di Piemonte e Lombardia, ma non è possibile. Per evitare il caos allora, in queste tratte viene applicata la tariffa nazionale, che è inferiore a quelle regionali di Piemonte e Lombardia». Insomma, una questione di confini, un problema a cui avevano provveduto Cavour e altri nostri antenati nel 1860 e che oggi torna di moda.
Ed ecco spiegato l’arcano. Se l’utente prende il treno in Piemonte e arriva in Lombardia entra in una sorta di zona franca che gli permette di sfuggire ai lati meno salutari del federalismo: il bisogno di fare cassa della Regione. 
In questo modo può anche fare l’abbonamento da un giorno qualsiasi del mese e per trenta giorni, senza dover per forza attendere il primo del mese, così come succede nel regime tariffario regionale. 

C’è anche qualche scocciatura: nella tariffa nazionale non è compreso il settimanale. Ma tutto sommato si tratta di poca cosa rispetto al beneficio di un risparmio mensile che, se anche non è economicamente così grande, quantomeno restituisce al cittadino un minimo di soddisfazione. E i pendolari, di queste consolazioni, ne hanno davvero bisogno.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 agosto 2002
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